Questa é la mail che ho inviato a tutti i quotidiani locali di Cremona
Egregio direttore,
siamo entrati nel vivo della campagna elettorale, ma devo constatare che l'argomento "amianto" é trattato in modo superficiale, confuso, scarsamente propositivo ed in certi casi vergognosamente strumentale.
Per sollecitare un dibattito più approfondito ed una maggiore chiarezza negli impegni ho scritto una lettera aperta a tutti i candidati alla presidenza della Provincia e a tutti i candidati sindaco che spero vogliate pubblicare.
Un'ultima annotazione: ho visto ieri (lunedì 25 maggio) un confronto televisivo fra 6 dei 7 candidati alla Provincia di Cremona e ho sentito solo affermazioni inesatte, superficiali o confuse sui metodi alternativi all'interramento dei rifiuti di amianto.
Lo scorso 21 maggio abbiamo organizzato a Soresina un convegno dal titolo " Le megadiscariche di amianto: problematiche ed alternative", che ha riscosso molto interesse sia per l'alto livello dei relatori che per le proposte veramente innovative avanzate dal prof. Gualtieri dell'Università di Modena, uno dei maggiori esperti e studiosi in Italia ed in Europa dell'argomento.
Ebbene, nessuno dei candidati ha fatto riferimento a questa esperienza.
Cordiali saluti
per Cittadini contro l'amianto
Mariella Megna
Cremona, 26 maggio 2009
Lettera aperta ai candidati alle elezioni amministrative
in provincia di Cremona
L’amianto è un problema sanitario e sociale di estrema gravità.
Ogni anno in Europa muoiono centinaia di persone in conseguenza dell’esposizione all’asbesto presente nei luoghi di lavoro e nell’ambiente.
Si prevede che da qui al 2025 moriranno 500mila persone.
Ci rivolgiamo ai candidati delle elezioni amministrative in provincia di Cremona dei prossimi 6 e7 giugno 2009.
Vi chiediamo di impegnarvi affinché:
- venga istituito in ogni comune e presso l’amministrazione provinciale uno sportello informativo amianto che favorisca una reale prevenzione primaria del rischio amianto anche in considerazione dei nuovi esposti (i lavoratori addetti alle bonifiche e smaltimento). Uno sportello che anche in collaborazione con l’ASL sia un punto di riferimento per lavoratori e cittadini per aiutare a completare il previsto censimento dell’amianto esistente, denunciare situazioni a rischio, dare sostegno e consulenza agli esposti all’amianto, promuovere formazione ed informazione;
- vengano destinate risorse per incentivare la bonifica dei siti privati e venga definitivamente rimosso l’amianto dagli edifici pubblici senza aspettare la scadenza del 2016.
Vi chiediamo anche di prendere pubblicamente impegni precisi sulle megadiscariche di amianto in provincia di Cremona e di rispondere a questo quesito: siete disposti a proseguire accanto ai cittadini la lotta contro le realizzazione delle due megadiscariche, senza cedere a compromessi di nessun tipo e appoggiando un eventuale ricorso al TAR?
Entro il primo di giugno renderemo noto l’elenco dei candidati che ci hanno risposto.
Mariella Megna
Cittadini contro l’amianto della provincia di Cremona
nodiscaricadiamianto@yahoo.it
martedì 26 maggio 2009
Lettera aperta ai candidati alle elezioni amministrative
Etichette:amianto,discarica,normativa
amianto,
discariche
Relazione introduttiva - Convegno "Le megadiscariche di amianto: problematiche ed alternative"
CONVEGNO “Le megadiscariche di amianto: problematiche ed alternative”
Soresina – 21 maggio 2009 – Sala del Podestà
Relazione introduttiva
Mariella Megna – Cittadini contro l’amianto
Dopo tutte le iniziative e le mobilitazioni sul territorio che abbiamo organizzato contro le megadiscariche di amianto di Cappella Cantone e Cingia de’ Botti (i convegni di San Bassano e Castelleone nel 2008 e le manifestazioni di Corte Madama e Cingia de’ Botti il 21 marzo 2009) pensiamo che il passaggio successivo per proseguire la lotta non possa che essere un momento di riflessione ed approfondimento tecnico.
Non ribadisco in questa sede tutte le motivazioni che ci portano ad essere decisamente contrari alle megadiscariche di amianto, e per gli approfondimenti rimando alla lettura del nostro giornalino che abbiamo già diffuso capillarmente sul territorio e che trovate nella cartella degli atti del convegno.
In questi mesi abbiamo già raggiunto degli importanti risultati, ma vogliamo ancor di più. Se non ci fossero state le mobilitazioni a tutti i livelli degli ultimi mesi la Regione Lombardia avrebbe già approvato i progetti, ma non basta. La Regione Lombardia deve dire definitivamente NO alle discariche di amianto a Cappella Cantone e Cingia de’ Botti. E per questo abbiamo bisogno del coinvolgimento, della sensibilizzazione e dell’aiuto di tutti i cittadini.
L’obiettivo della Regione Lombardia è quello di aprire comunque le discariche in provincia di Cremona, a prescindere dai pareri contrari e dalle condizioni ambientali sfavorevoli e pericolose; perché anziché la salute si privilegiano la rendita ed il profitto di pochi.
Riusciremo ad impedirglielo, però, solo se i lavoratori ed i cittadini del territorio, in misura sempre più ampia, diventeranno parte attiva nel contrastare questi pericolosi progetti.
Non basta che la popolazione della zona dimostri fiducia nell’operato del comitato o che deleghi ai sindaci e ai politici locali la battaglia.
I cittadini sono e devono essere gli attori principali di questa vicenda perché sono i portatori degli unici interessi importanti, quelli della tutela della propria salute e proprio per questo non devono delegare più a nessuno la difesa della propria salute e del proprio territorio perché la tutela dei nostri interessi passa da noi stessi.
Insisto su questo perché la nostra lotta non è che all’inizio. Ci sono in gioco interessi milionari e gli attori di questa vicenda, ditte Fratelli Testa e Vitalba insieme con gli assessori regionali Buscemi e Rossoni, non sono certo disposti a cedere.
Le nostre mobilitazioni hanno provocato molti disagi a questi individui tant’è che sono stati costretti a scatenare una campagna di “inquinamento informativo” con articoli sul Corsera, lanci dell’agenzia ADNKronos e servizi sul tg regionale. Si denunciava che solo il 5% dei rifiuti di amianto era stato smaltito e che per raggiungere l’obiettivo prefissato di amianto zero per il 2015 era necessario fare le discariche per il bene dei cittadini, ma questi ultimi dovevano superare le paure istintive e la sindrome di NIMBY (not in my backyard – non nel mio giardino).
Chiaramente respingiamo queste accuse inconsistenti e strumentali.
Stiamo facendo un’ analisi seria della situazione, valutando la questione dal punto di vista tecnico-scientifico-giuridico e quello che emerge è che il problema delle megadiscariche è frutto di una politica irresponsabile e fuori dalle regole.
Il problema non è l’opposizione dei cittadini alle megadiscariche, ma l’operato di alcuni politici affaristi, incapaci e senza scrupoli.
E questo non è purtroppo un problema cremonese e lombardo, come dimostrano le testimonianze che abbiamo portato in questo convegno dei comitati di Paese (TV), Roverchiara (VR) e Ragusa.
Con questo convegno vogliamo riaffermare che:
1) le megadiscariche di amianto sono pericolose perché diventano a loro volta dei siti da bonificare;
2) lo smaltimento in discarica non é un'operazione priva di rischi;
3) lo Stato e le Regioni sono in grave ritardo circa l'attuazione di impianti alternativi alle discariche;
4) la bonifica e lo smaltimento dell’amianto sono emergenza nazionale (i rifiuti di amianto sono secondi ai rifiuti urbani per volume e primi per quantità tra i rifiuti tossico-nocivi) ma non si investono ancora soldi sufficienti per arrivare a smaltire tutti i 2 miliardi e mezzo di metri quadri di coperture di eternit che si calcola esistano in Italia. E’ un problema altamente sottovalutato da tutte le istituzioni a tutti i livelli, e per ora costituisce solo l'ennesima fonte di arricchimento per pochi privati. E' il solito ritornello: profitto per pochi a scapito della salute di molti;
5) é necessario bloccare l'iniziativa dei privati modificando la normativa e prevedendo una pianificazione e programmazione territoriale senza imposizioni dall’alto e in modo che gli interessi privati non prevalgano su quelli pubblici;
6) la Regione Lombardia è in grave ritardo rispetto agli impegni prefissati nel Piano Regionale Amianto. Accenno solo al fatto che non ha nemmeno completato il censimento e la mappatura dei siti da bonificare e che non ha completato il finanziamento del Piano. Gravissimi ritardi e mancanze in una regione che ha il triste primato in Italia di morti per mesotelioma pleurico (300 casi su 1000), in una regione che vuole sprecare milioni di euro per l’EXPO 2015 ma che nella sola Milano su 1513 strutture pubbliche e private censite risultano bonificate solo 39.
Per ultimo dichiariamo che se la Regione Lombardia dovesse insistere nei suoi progetti, ormai da tutti contrastati e contestati, noi proseguiremo con le mobilitazioni e faremo in modo di coinvolgere a livello nazionale i lavoratori che sono stati esposti all’amianto in questi anni e i cittadini con l’obiettivo di occupare l’area dei Fratelli Testa a Cappella Cantone per impedire la realizzazione della megadiscarica.
Le nostre mobilitazioni, come sempre, saranno rigorosamente intrecciate con l’iniziativa istituzionale, che in questo caso prevede il ricorso al TAR, indipendentemente dalla disponibilità o meno della nuova amministrazione provinciale.
E per quanto riguarda la vicenda dell’ex INAR di Romanengo stiamo cercando di approfondire la questione partendo da un principio che per noi è imprescindibile, la salute non si contratta né si compra. E’ necessario arrivare ad individuare le responsabilità di chi ha provocato, per omissioni e negligenza, la malattia e la morte di decine di lavoratori, familiari e cittadini che vivevano e lavoravano vicino a questa fabbrica. Non si può tollerare o dimenticare tutto questo.
C’è ancora troppa impassibilità ed indifferenza verso i danni causati dalla fibra killer e ancora troppa indulgenza verso le inadempienze per la tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro.
Mariella Megna
Soresina – 21 maggio 2009 – Sala del Podestà
Relazione introduttiva
Mariella Megna – Cittadini contro l’amianto
Dopo tutte le iniziative e le mobilitazioni sul territorio che abbiamo organizzato contro le megadiscariche di amianto di Cappella Cantone e Cingia de’ Botti (i convegni di San Bassano e Castelleone nel 2008 e le manifestazioni di Corte Madama e Cingia de’ Botti il 21 marzo 2009) pensiamo che il passaggio successivo per proseguire la lotta non possa che essere un momento di riflessione ed approfondimento tecnico.
Non ribadisco in questa sede tutte le motivazioni che ci portano ad essere decisamente contrari alle megadiscariche di amianto, e per gli approfondimenti rimando alla lettura del nostro giornalino che abbiamo già diffuso capillarmente sul territorio e che trovate nella cartella degli atti del convegno.
In questi mesi abbiamo già raggiunto degli importanti risultati, ma vogliamo ancor di più. Se non ci fossero state le mobilitazioni a tutti i livelli degli ultimi mesi la Regione Lombardia avrebbe già approvato i progetti, ma non basta. La Regione Lombardia deve dire definitivamente NO alle discariche di amianto a Cappella Cantone e Cingia de’ Botti. E per questo abbiamo bisogno del coinvolgimento, della sensibilizzazione e dell’aiuto di tutti i cittadini.
L’obiettivo della Regione Lombardia è quello di aprire comunque le discariche in provincia di Cremona, a prescindere dai pareri contrari e dalle condizioni ambientali sfavorevoli e pericolose; perché anziché la salute si privilegiano la rendita ed il profitto di pochi.
Riusciremo ad impedirglielo, però, solo se i lavoratori ed i cittadini del territorio, in misura sempre più ampia, diventeranno parte attiva nel contrastare questi pericolosi progetti.
Non basta che la popolazione della zona dimostri fiducia nell’operato del comitato o che deleghi ai sindaci e ai politici locali la battaglia.
I cittadini sono e devono essere gli attori principali di questa vicenda perché sono i portatori degli unici interessi importanti, quelli della tutela della propria salute e proprio per questo non devono delegare più a nessuno la difesa della propria salute e del proprio territorio perché la tutela dei nostri interessi passa da noi stessi.
Insisto su questo perché la nostra lotta non è che all’inizio. Ci sono in gioco interessi milionari e gli attori di questa vicenda, ditte Fratelli Testa e Vitalba insieme con gli assessori regionali Buscemi e Rossoni, non sono certo disposti a cedere.
Le nostre mobilitazioni hanno provocato molti disagi a questi individui tant’è che sono stati costretti a scatenare una campagna di “inquinamento informativo” con articoli sul Corsera, lanci dell’agenzia ADNKronos e servizi sul tg regionale. Si denunciava che solo il 5% dei rifiuti di amianto era stato smaltito e che per raggiungere l’obiettivo prefissato di amianto zero per il 2015 era necessario fare le discariche per il bene dei cittadini, ma questi ultimi dovevano superare le paure istintive e la sindrome di NIMBY (not in my backyard – non nel mio giardino).
Chiaramente respingiamo queste accuse inconsistenti e strumentali.
Stiamo facendo un’ analisi seria della situazione, valutando la questione dal punto di vista tecnico-scientifico-giuridico e quello che emerge è che il problema delle megadiscariche è frutto di una politica irresponsabile e fuori dalle regole.
Il problema non è l’opposizione dei cittadini alle megadiscariche, ma l’operato di alcuni politici affaristi, incapaci e senza scrupoli.
E questo non è purtroppo un problema cremonese e lombardo, come dimostrano le testimonianze che abbiamo portato in questo convegno dei comitati di Paese (TV), Roverchiara (VR) e Ragusa.
Con questo convegno vogliamo riaffermare che:
1) le megadiscariche di amianto sono pericolose perché diventano a loro volta dei siti da bonificare;
2) lo smaltimento in discarica non é un'operazione priva di rischi;
3) lo Stato e le Regioni sono in grave ritardo circa l'attuazione di impianti alternativi alle discariche;
4) la bonifica e lo smaltimento dell’amianto sono emergenza nazionale (i rifiuti di amianto sono secondi ai rifiuti urbani per volume e primi per quantità tra i rifiuti tossico-nocivi) ma non si investono ancora soldi sufficienti per arrivare a smaltire tutti i 2 miliardi e mezzo di metri quadri di coperture di eternit che si calcola esistano in Italia. E’ un problema altamente sottovalutato da tutte le istituzioni a tutti i livelli, e per ora costituisce solo l'ennesima fonte di arricchimento per pochi privati. E' il solito ritornello: profitto per pochi a scapito della salute di molti;
5) é necessario bloccare l'iniziativa dei privati modificando la normativa e prevedendo una pianificazione e programmazione territoriale senza imposizioni dall’alto e in modo che gli interessi privati non prevalgano su quelli pubblici;
6) la Regione Lombardia è in grave ritardo rispetto agli impegni prefissati nel Piano Regionale Amianto. Accenno solo al fatto che non ha nemmeno completato il censimento e la mappatura dei siti da bonificare e che non ha completato il finanziamento del Piano. Gravissimi ritardi e mancanze in una regione che ha il triste primato in Italia di morti per mesotelioma pleurico (300 casi su 1000), in una regione che vuole sprecare milioni di euro per l’EXPO 2015 ma che nella sola Milano su 1513 strutture pubbliche e private censite risultano bonificate solo 39.
Per ultimo dichiariamo che se la Regione Lombardia dovesse insistere nei suoi progetti, ormai da tutti contrastati e contestati, noi proseguiremo con le mobilitazioni e faremo in modo di coinvolgere a livello nazionale i lavoratori che sono stati esposti all’amianto in questi anni e i cittadini con l’obiettivo di occupare l’area dei Fratelli Testa a Cappella Cantone per impedire la realizzazione della megadiscarica.
Le nostre mobilitazioni, come sempre, saranno rigorosamente intrecciate con l’iniziativa istituzionale, che in questo caso prevede il ricorso al TAR, indipendentemente dalla disponibilità o meno della nuova amministrazione provinciale.
E per quanto riguarda la vicenda dell’ex INAR di Romanengo stiamo cercando di approfondire la questione partendo da un principio che per noi è imprescindibile, la salute non si contratta né si compra. E’ necessario arrivare ad individuare le responsabilità di chi ha provocato, per omissioni e negligenza, la malattia e la morte di decine di lavoratori, familiari e cittadini che vivevano e lavoravano vicino a questa fabbrica. Non si può tollerare o dimenticare tutto questo.
C’è ancora troppa impassibilità ed indifferenza verso i danni causati dalla fibra killer e ancora troppa indulgenza verso le inadempienze per la tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro.
Mariella Megna
Etichette:amianto,discarica,normativa
amianto,
discariche
venerdì 15 maggio 2009
Convegno "Le megadiscariche di amianto: problematiche ed alternative" - SORESINA (CR) 21 maggio 2009
Comunicato stampa
Cremona, 13 maggio 2009
OGGETTO: SORESINA 21 MAGGIO SALA DEL PODESTÀ - CONVEGNO SULLO SMALTIMENTO DELL’AMIANTO
Dopo tutte le mobilitazioni sul territorio che abbiamo organizzato contro le megadiscariche di amianto di Cappella Cantone e Cingia de’ Botti pensiamo che il passaggio successivo per proseguire la lotta non possa che essere un momento di riflessione ed approfondimento tecnico.
Il prossimo 21 maggio a Soresina presso la Sala del Podestà, in via Matteotti 4, inizio ore 21, abbiamo organizzato un convegno dal titolo: “Le megadiscariche di amianto: problematiche ed alternative”.
Con questo convegno vogliamo ribadire che le megadiscariche sono pericolose e che il ritardo nello smaltimento dell'amianto in Regione Lombardia non é certo dovuto alle resistenze dei cittadini. Proprio perché la bonifica e lo smaltimento dell’amianto sono un'emergenza occorre una pianificazione territoriale concertata e non le imposizioni dall'alto, ed in questo la normativa attuale é inadeguata e va quindi migliorata.
Inoltre vogliamo dimostrare che le nuove tecnologie di inertizzazione sono ora competitive e che lo Stato italiano é colpevolmente in ritardo rispetto ad altri paesi europei.
Il programma del convegno è il seguente: Mariella Megna, di Cittadini contro l’amianto, introdurrà i lavori; il prof. Alessandro Gualtieri dell'università di Modena relazionerà sui metodi alternativi all'interramento in discarica dei rifiuti contenenti amianto; l’assessore all’ambiente del comune di Broni Mario Fugazza illustrerà la situazione della bonifica della ditta Fibronit a Broni, l’unico sito di interesse nazionale individuato in Regione Lombardia per la bonifica da amianto; Fulvio Aurora di Medicina Democratica parlerà di carenze e inadempienze del PRAL (Piano Regionale Amianto Lombardia) e di proposte di miglioramento della normativa sullo smaltimento dei rifiuti speciali. Sarà illustrata quindi una recente pubblicazione scientifica dell’Azienda Ospedaliera Monaldi di Napoli in cui si avanzano ipotesi di un rapporto causale tra discariche tossiche (amianto) e mesotelioma pleurico.
E’ prevista anche la comunicazione di un testimone della vicenda dell’ex INAR di Romanengo e testimonianze dei comitati che stanno conducendo lotte analoghe contro le megadiscariche di amianto in varie parti d’Italia, dal Veneto alla Sicilia.
Il convegno è organizzato da CITTADINI CONTRO L’AMIANTO DELLA PROVINCIA DI CREMONA, FEDERAZIONI DEL PRC, PDCI E VERDI PROVINCIALI, ITALIA DEI VALORI, SDL, CUB, RDB, AL COBAS, L’ALTRA LOMBARDIA – SU LA TESTA, CIRCOLO BERTOLT BRECHT DI CASTELLEONE.
Il giorno 19 maggio 2009, alle ore 17.30, presso la Sala eventi di Spazio Comune a Cremona, in piazza Stradivari 7 ci sarà una conferenza stampa di presentazione del convegno.
Cordiali saluti
Mariella Megna
per Cittadini contro l’amianto
Cremona, 13 maggio 2009
OGGETTO: SORESINA 21 MAGGIO SALA DEL PODESTÀ - CONVEGNO SULLO SMALTIMENTO DELL’AMIANTO
Dopo tutte le mobilitazioni sul territorio che abbiamo organizzato contro le megadiscariche di amianto di Cappella Cantone e Cingia de’ Botti pensiamo che il passaggio successivo per proseguire la lotta non possa che essere un momento di riflessione ed approfondimento tecnico.
Il prossimo 21 maggio a Soresina presso la Sala del Podestà, in via Matteotti 4, inizio ore 21, abbiamo organizzato un convegno dal titolo: “Le megadiscariche di amianto: problematiche ed alternative”.
Con questo convegno vogliamo ribadire che le megadiscariche sono pericolose e che il ritardo nello smaltimento dell'amianto in Regione Lombardia non é certo dovuto alle resistenze dei cittadini. Proprio perché la bonifica e lo smaltimento dell’amianto sono un'emergenza occorre una pianificazione territoriale concertata e non le imposizioni dall'alto, ed in questo la normativa attuale é inadeguata e va quindi migliorata.
Inoltre vogliamo dimostrare che le nuove tecnologie di inertizzazione sono ora competitive e che lo Stato italiano é colpevolmente in ritardo rispetto ad altri paesi europei.
Il programma del convegno è il seguente: Mariella Megna, di Cittadini contro l’amianto, introdurrà i lavori; il prof. Alessandro Gualtieri dell'università di Modena relazionerà sui metodi alternativi all'interramento in discarica dei rifiuti contenenti amianto; l’assessore all’ambiente del comune di Broni Mario Fugazza illustrerà la situazione della bonifica della ditta Fibronit a Broni, l’unico sito di interesse nazionale individuato in Regione Lombardia per la bonifica da amianto; Fulvio Aurora di Medicina Democratica parlerà di carenze e inadempienze del PRAL (Piano Regionale Amianto Lombardia) e di proposte di miglioramento della normativa sullo smaltimento dei rifiuti speciali. Sarà illustrata quindi una recente pubblicazione scientifica dell’Azienda Ospedaliera Monaldi di Napoli in cui si avanzano ipotesi di un rapporto causale tra discariche tossiche (amianto) e mesotelioma pleurico.
E’ prevista anche la comunicazione di un testimone della vicenda dell’ex INAR di Romanengo e testimonianze dei comitati che stanno conducendo lotte analoghe contro le megadiscariche di amianto in varie parti d’Italia, dal Veneto alla Sicilia.
Il convegno è organizzato da CITTADINI CONTRO L’AMIANTO DELLA PROVINCIA DI CREMONA, FEDERAZIONI DEL PRC, PDCI E VERDI PROVINCIALI, ITALIA DEI VALORI, SDL, CUB, RDB, AL COBAS, L’ALTRA LOMBARDIA – SU LA TESTA, CIRCOLO BERTOLT BRECHT DI CASTELLEONE.
Il giorno 19 maggio 2009, alle ore 17.30, presso la Sala eventi di Spazio Comune a Cremona, in piazza Stradivari 7 ci sarà una conferenza stampa di presentazione del convegno.
Cordiali saluti
Mariella Megna
per Cittadini contro l’amianto
Etichette:amianto,discarica,normativa
amianto,
discariche
lunedì 4 maggio 2009
La lotta contro la discarica di amianto di Cappella Cantone arriva al Parlamento Europeo
A seguito dei rapporti costruiti in mesi di mobilitazioni di Cittadini contro l'amianto insieme ad altri organismi e all'interno degli impegni che ci eravamo assunti pubblicamente é stato fatto un ulteriore passo in avanti nella lotta contro la realizzazione della megadiscarica di amianto a Cappella Cantone.
L'europarlamentare Vittorio Agnoletto ha depositato il 16 aprile 2009 un 'interrogazione scritta alla Commissione Europea affinché questa monitori l'iter autorizzativo della discarica che si vuole realizzare in località Retorto. Nell'interrogazione si fa anche un richiamo all'osservanza della direttiva quadro sui rifiuti 2008/98 del 19.11.2008 ( a cui si dovranno uniformare tutti gli stati membri entro dicembre 2010) in cui le discariche sono all'ultimo posto nella gerarchia di smaltimento/ trattamento dei rifiuti.
Questa interrogazione assume un valore rilevante perché crea un importante precedente per la lotta contro le megadiscariche di amianto in tutta Italia e non solo in provincia di Cremona.
Questo atto si aggiunge alle numerose iniziative già intraprese e a quelle che si svolgeranno in futuro, prima fra tutte un convegno internazionale su bonifica e smaltimento dell'amianto.
Il prossimo 21 maggio abbiamo invitato degli esperti, fra cui il prof Gualtieri dell'Università di Modena, che ci parleranno delle nuove tecnologie di smaltimento dell'amianto e di tutte le problematiche relative allo smaltimento in discarica.
Comunicheremo fra breve il programma dettagliato del convegno.
La mobilitazione continua.
16 aprile 2009
IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE SCRITTA ALLA COMMISSIONE EUROPEA
Autore: Vittorio Agnoletto
Oggetto: Progetto di nuova discarica di rifiuti non pericolosi contenenti amianto da realizzare nelComune di Cappella Cantone – Località Cascina Retorto in provincia di Cremona
Premesso che- la ditta Cavenord ha presentato alla Regione Lombardia un progetto per trasformare l'ex cava Retorto nel comune di Cappella Cantone in discarica cui destinare rifiuti contenenti amianto con una capacità stimata di 261 mila metri cubi: la Regione dovrà esaminarlo sotto il profilo della Valutazione d'impatto ambientale e della congruità con l'esistente Piano regionale che non prevede discariche d'amianto in provincia di Cremona - il Piano rifiuti provinciale ritiene inopportuno realizzare tale impianto per l'elevata pressione ambientale già esistente sul territorio poichè, a 500 metri dal sito indicato, c'è una discarica di rifiuti solidi urbani e si prevede di ampliarne una seconda a 500mila metri cubi per rifiuti inerti destinata al conferimento di scorie;- il Piano provinciale per la gestione dei rifiuti stima che la produzione totale di rifiuti contenenti amianto dal 2000-2005 si attesta sulle 2.200 tonnellate annue e che la potenzialità produttiva di rifiuti contenenti amianto del territorio cremonese è pari circa a 25/30mila metri cubi per cui il rischio è che nella discarica saranno smaltiti rifiuti contenenti amianto provenienti da zone molto lontane dal luogo di produzione degli stessi;- l'area é vicina a elementi di criticità idraulica: il torrente Riotorto è esondato nel 2007 allagando il sito della discarica e vi sono falde affioranti che alimentano il Riotorto e la Roggia Montalbana, che irrigano una zona a vocazione agro-alimentare, con coltivazioni di mais destinato alle vacche da latte e due tra le aziende agro-alimentari piú importanti: la Latteria Soresinese e la multinazionale del cereale Lameri;- il sito è a una distanza non sufficiente dai centri abitati limitrofi, tra 1 e 2,5 km, per cui l’impatto legato all’aerotrasporto delle fibre sulla popolazione non è trascurabile anzi pericoloso per la salute dei cittadini- tali elementi impediscono di realizzare una simile discarica secondo i criteri della direttiva 1999/31 del 26.4.99 e se le categorie dei rifiuti con amianto fossero le 060701,160212,170601,170702 ( Decisione 532 del 3.5.2000) andrebbero considerati rifiuti pericolosi e andrebbero quindi smaltiti diversamente; si chiede alla Commissione come intenda monitorare che la Regione Lombardia effettui su una materia cosí delicata per le conseguenze sulla salute umana un esame attento del progetto CAVENORD, nel rispetto delle competenze e dei pareri già espressi dalle amministrazioni locali e predisponendosi all'osservanza della direttiva 2008/98 del 19.11.2008
16 aprile 2009
L'europarlamentare Vittorio Agnoletto ha depositato il 16 aprile 2009 un 'interrogazione scritta alla Commissione Europea affinché questa monitori l'iter autorizzativo della discarica che si vuole realizzare in località Retorto. Nell'interrogazione si fa anche un richiamo all'osservanza della direttiva quadro sui rifiuti 2008/98 del 19.11.2008 ( a cui si dovranno uniformare tutti gli stati membri entro dicembre 2010) in cui le discariche sono all'ultimo posto nella gerarchia di smaltimento/ trattamento dei rifiuti.
Questa interrogazione assume un valore rilevante perché crea un importante precedente per la lotta contro le megadiscariche di amianto in tutta Italia e non solo in provincia di Cremona.
Questo atto si aggiunge alle numerose iniziative già intraprese e a quelle che si svolgeranno in futuro, prima fra tutte un convegno internazionale su bonifica e smaltimento dell'amianto.
Il prossimo 21 maggio abbiamo invitato degli esperti, fra cui il prof Gualtieri dell'Università di Modena, che ci parleranno delle nuove tecnologie di smaltimento dell'amianto e di tutte le problematiche relative allo smaltimento in discarica.
Comunicheremo fra breve il programma dettagliato del convegno.
La mobilitazione continua.
16 aprile 2009
IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE SCRITTA ALLA COMMISSIONE EUROPEA
Autore: Vittorio Agnoletto
Oggetto: Progetto di nuova discarica di rifiuti non pericolosi contenenti amianto da realizzare nelComune di Cappella Cantone – Località Cascina Retorto in provincia di Cremona
Premesso che- la ditta Cavenord ha presentato alla Regione Lombardia un progetto per trasformare l'ex cava Retorto nel comune di Cappella Cantone in discarica cui destinare rifiuti contenenti amianto con una capacità stimata di 261 mila metri cubi: la Regione dovrà esaminarlo sotto il profilo della Valutazione d'impatto ambientale e della congruità con l'esistente Piano regionale che non prevede discariche d'amianto in provincia di Cremona - il Piano rifiuti provinciale ritiene inopportuno realizzare tale impianto per l'elevata pressione ambientale già esistente sul territorio poichè, a 500 metri dal sito indicato, c'è una discarica di rifiuti solidi urbani e si prevede di ampliarne una seconda a 500mila metri cubi per rifiuti inerti destinata al conferimento di scorie;- il Piano provinciale per la gestione dei rifiuti stima che la produzione totale di rifiuti contenenti amianto dal 2000-2005 si attesta sulle 2.200 tonnellate annue e che la potenzialità produttiva di rifiuti contenenti amianto del territorio cremonese è pari circa a 25/30mila metri cubi per cui il rischio è che nella discarica saranno smaltiti rifiuti contenenti amianto provenienti da zone molto lontane dal luogo di produzione degli stessi;- l'area é vicina a elementi di criticità idraulica: il torrente Riotorto è esondato nel 2007 allagando il sito della discarica e vi sono falde affioranti che alimentano il Riotorto e la Roggia Montalbana, che irrigano una zona a vocazione agro-alimentare, con coltivazioni di mais destinato alle vacche da latte e due tra le aziende agro-alimentari piú importanti: la Latteria Soresinese e la multinazionale del cereale Lameri;- il sito è a una distanza non sufficiente dai centri abitati limitrofi, tra 1 e 2,5 km, per cui l’impatto legato all’aerotrasporto delle fibre sulla popolazione non è trascurabile anzi pericoloso per la salute dei cittadini- tali elementi impediscono di realizzare una simile discarica secondo i criteri della direttiva 1999/31 del 26.4.99 e se le categorie dei rifiuti con amianto fossero le 060701,160212,170601,170702 ( Decisione 532 del 3.5.2000) andrebbero considerati rifiuti pericolosi e andrebbero quindi smaltiti diversamente; si chiede alla Commissione come intenda monitorare che la Regione Lombardia effettui su una materia cosí delicata per le conseguenze sulla salute umana un esame attento del progetto CAVENORD, nel rispetto delle competenze e dei pareri già espressi dalle amministrazioni locali e predisponendosi all'osservanza della direttiva 2008/98 del 19.11.2008
16 aprile 2009
Etichette:amianto,discarica,normativa
amianto,
discariche
Iscriviti a:
Post (Atom)