mercoledì 16 settembre 2009

Occupare l’area della megadiscarica di amianto di Cappella Cantone (CR)

L’Assemblea dei Comitati riunitasi nel corso del Convegno “ Facciamo la “festa “ all’amianto”, che si è tenuto il 13 settembre 2009 a San Daniele Po ( CR), ha discusso e approvato il seguente documento che sarà diffuso in modo capillare per raccogliere altre adesioni di Comitati e singole realtà impegnati nella lotta per la difesa della salute e del territorio.
PREMESSA
Si calcola che vi siano in Italia 32 miliardi di tonnellate di amianto da smaltire, di cui 2 milioni e mezzo nella sola Lombardia. Lo smaltimento dell’amianto è quindi un’emergenza nazionale. La giunta Formigoni è in grave ritardo rispetto agli impegni prefissati nel piano regionale amianto, perché invece di realizzare in modo rigoroso e scientifico le nuove tecnologie alternative all’interramento in discarica dei rifiuti contenenti amianto, privilegia sfacciatamente l’iniziativa di cavatori e speculatori vari in vista dell’Expo 2015.
1) La megadiscarica di amianto a Cappella Cantone (Cremona) NON SI DEVE FARE perché è pericolosa per la salute dei cittadini: é vicina ai centri abitati, in presenza di falde acquifere affioranti, in mezzo a terreni coltivati a mais destinato alle vacche da latte, vicino ad attività estrattive e ad un’altra discarica di rifiuti solidi urbani.
2) Ci impegniamo ad intensificare e combattere a fondo le commistioni di interessi fra cavatori privati, istituzione regionale e istituzioni locali. La Regione Lombardia, l’impresa Cave nord e il sindaco del comune di Cappella Cantone dovranno pubblicamente spiegare come mai la Cave nord dei f.lli Testa ha acquistato il terreno dove dovrebbe sorgere la megadiscarica ad un prezzo doppio del valore di mercato. Esistevano già impegni e assicurazioni con esponenti della giunta regionale o del comune di Cappella Cantone per realizzare comunque lì la megadiscarica? Perché è già stata stipulata in data 6 agosto 2009 una convenzione tra i f.lli Testa ( legati esplicitamente alla Lega Nord e al PdL) e il sindaco di Cappella Cantone, rendendola nota solo un mese dopo? Tale convenzione stabilisce, fra l’altro, una “compensazione” ad un comune di 500 abitanti pari a 3 milioni di euro. Si “svende” la salute di tutti i cittadini per favorire torbidi interessi privati.
In questo contesto si ribadisce la validità di portare avanti la richiesta di dimissioni del sindaco di Cappella Cantone. Le stesse problematiche esistenti sul territorio cremonese sono presenti con impressionanti analogie in altri luoghi della Lombardia e d’Italia: Treviglio, Brescia, Verona, Treviso, Ragusa, Marano e Chiaiano, Val di Sangro ecc...
3) La realizzazione delle discariche di amianto non è più la soluzione per lo smaltimento corretto. L’interramento dei rifiuti contenenti amianto non è un sistema chiuso in quanto nel medio e lungo termine reintroduce nell’ambiente il minerale amianto attraverso il percolato, così come è stato ampiamente dimostrato dal prof. Alessandro Gualtieri , dell’Università di Modena, durante il convegno. La ricristallizzazione dell’amianto garantisce un sistema chiuso e la possibilità di riciclare il rifiuto amianto in materia prima pulita.
4) Cremona non può diventare la pattumiera della Lombardia per smaltire l’amianto in vista dell’apertura dei lavori per l’EXPO 2015 di Milano, attorno alla quale vi sono interessi economici per centinaia di milioni di euro e una pesante ipoteca dei poteri mafiosi. Il parere contrario alla realizzazione della megadiscarica di amianto a Cappella Cantone espresso da un pluralità di soggetti non deve essere vanificato da una decisione arbitraria e decisionista del presidente della Regione e del suo “ utilizzatore finale” Salini.
5) Dal dibattito è emerso come i processi di autorganizzazione sociale debbano diventare l’elemento centrale nella battaglia contro le discariche, siano esse di amianto o di rifiuti solidi urbani (RSU). Ricordiamo anche come la costruzione di lotte dal basso siano qualificanti dell’intero processo di opposizione a questo modello di sviluppo e solo il coinvolgimento e il coordinamento più ampio della popolazione potrà garantire il successo della nostra battaglia. L’estendere le problematiche dei territori, rapportandole a livello nazionale, è l’aspetto che ci permetterà di uscire dalle logiche localistiche che sono miopi e perdenti.
6) In questo anno e mezzo sono state messe in atto tutta una serie di iniziative di mobilitazione sociale che hanno certamente contribuito ad ottenere il risultato di rinviare nel tempo la realizzazione della megadiscarica. Ora occorre rilanciare e fare ancora di più. LA PARTITA PER NOI NON E’ ANCORA CHIUSA. ALLARGHEREMO A LIVELLO NAZIONALE LA MOBILITAZIONE, CON FORME E METODI NUOVI DI LOTTA COORDINATI FRA LORO, coinvolgendo nuovi soggetti e nuove realtà. I lavoratori e i cittadini saranno di nuovo chiamati a scendere in piazza ed OCCUPARE L’AREA DELLA MEGADISCARICA per fermare gli affaristi e impedire l’aggressione alla salute e al territorio.


S.Daniele Po (Cremona), 13 settembre 2009

CONVEGNO “Smaltimento amianto: discariche o inertizzazione?”Relazione introduttiva di Mariella Megna

CONVEGNO “Smaltimento amianto: discariche o inertizzazione?”
San Daniele Po – 13 settembre 2009 – Sala G. Tortini

Relazione introduttiva
Mariella Megna – Cittadini contro l’amianto

A nome del comitato ringrazio tutta la amministrazione comunale di San Daniele Po che si è prodigata con una generosità esemplare e rara per la buona riuscita di questa giornata. Grazie veramente di cuore.
Esattamente un anno fa iniziava la nostra lotta contro le megadiscariche in provincia di Cremona con un convegno a San Bassano. Sono seguiti i convegni a Castelleone e Soresina, le manifestazioni di Corte Madama e Cingia de’ Botti del 21 marzo 2009 e presidi e volantinaggi capillari in tutto il territorio e per ultimo l’occupazione simbolica del comune di Cappella Cantone del 10 settembre, con annessa richiesta di dimissioni del sindaco.
Noi siamo contrari alle megadiscariche di amianto perché sarebbero a loro volta dei siti da bonificare e siamo contrari alle megadiscariche di amianto a Cappella Cantone e Cingia de’ Botti perché vicine ai centri abitati, in presenza di falde acquifere affioranti, in mezzo a terreni coltivati a mais destinato alle vacche da latte e, in particolare quella di Cappella Cantone, vicino ad attività estrattive e vicino ad una ex discarica di rifiuti solidi urbani . La nostra opposizione è confortata dalla stessa normativa regionale, provinciale e comunitaria e da uno studio dell’Ospedale Monaldi di Napoli che mette in correlazione l’insorgenza di mesotelioma pleurico nella popolazione con la vicinanza alle discariche di amianto (per gli approfondimenti potete visionare il materiale esposto nell’apposito spazio informativo).
In questi mesi abbiamo raggiunto degli importanti risultati ritardando l’iter di approvazione delle discariche e questo ha provocato una veemente e scomposta reazione politica di chi vuole a tutti i costi realizzare profitto a scapito della salute di tutti .
All’indomani delle elezioni amministrative provinciali che hanno visto la vittoria di un delfino di Formigoni, appartenente a Comunione e Liberazione, la giunta regionale lombarda ha nominato il neo presidente Salini commissario ‘ad acta’ ai rifiuti con lo specifico compito di realizzare la discarica di amianto a Cappella Cantone, evitando qualsiasi confronto democratico.
Salini, rimasto sempre in silenzio sull’argomento discarica in campagna elettorale, parlando per la prima volta ai microfoni del TG Rai regionale dell’1 settembre, ha cercato di far passare come “ conquista” il fatto che la discarica, secondo lui, sarà di 300.000 mc anziché di 600.000 mc, ignorando o fingendo di ignorare che il progetto prevede in realtà una discarica di 260.000 mc. Inoltre Salini ha offerto le cosiddette compensazioni, che non sono altro che soldi o “benefit” vari erogati dalla Regione ai comuni limitrofi e alla Provincia, al fine di neutralizzare la loro contrarietà, ma soprattutto quella degli abitanti della zona. La promessa delle “compensazioni” costituisce di fatto una dichiarazione del “senso di colpa”: ciò significa che si è consapevoli che si sta realizzando qualcosa di estremamente pericoloso, prescindendo dalla tutela della salute pubblica e dai vincoli ambientali che vengono “superati” con disinvoltura, attraverso atti autoritari, decisionisti e senza alcun confronto pubblico, modificando leggi e normative precedentemente approvate.
Occorre qui ricordare che vi è un movimento ed una corrente di pensiero internazionali che si batte per annoverare i disastri ambientali fra i crimini contro l’umanità . La discarica di amianto di Cappella Cantone produrrà un disastro ambientale e quindi i responsabili rientreranno in quella categoria.
Per evitare tutte le possibili opposizioni sociali e istituzionali, il presidente della provincia ha promesso finanziamenti anche al sindaco di Cingia de’ Botti per ristrutturare la scuola, in modo da rompere il fronte anti-megadiscariche. Qui ha trovato nel sindaco Soldi e nei suoi assessori, un tempo solidali con la nostra battaglia, dei validi complici. Il sindaco e la sua giunta hanno da tempo svenduto il proprio impegno contro le megadiscariche per un piatto di lenticchie, che non hanno neppure la certezza di vederselo servito. Da notare che Salini esprime preoccupazione per la vicinanza ai centri abitati della discarica di amianto in progetto a Cingia de’ Botti e non si pronuncia su quella di Cappella Cantone, dove i centri abitati sono ancora più vicini alla discarica!
Per completare il quadro il sindaco di Cappella Cantone, Pierluigi Tadi, capofila dei sindaci del territorio contrari alla megadiscarica, ha voltato faccia subito dopo aver riottenuto la fiducia dei suoi elettori anche grazie alla sua attiva opposizione alla discarica. In un’intervista ad un quotidiano locale del 2 settembre comunica la sua intenzione di non continuare la lotta e di accettare le compensazioni offerte da Salini. Si è ‘scoperto’ poi pochi giorni fa che già il 6 agosto 2009 aveva stipulato una convenzione con i fratelli Testa, la ditta che ha presentato il progetto, per cogestire la futura discarica. Questa operazione scandalosa farà entrare nelle casse di un comune di poco più di 500 abitanti la cifra di 3milioni di euro.
Si svende, cioè, la salute in cambio di pochi denari destinati ad asfaltare qualche strada, o per gestire il così detto decoro urbano, o per restaurare qualche vecchia cascina o qualche casa del centro del paese, insomma si getta fumo negli occhi ai cittadini in buona fede. Perchè le “compensazioni” significano proprio questo e ci auguriamo che altri sindaci del circondario non seguano lo stesso esempio, perché, checché se ne dica, i giochi non sono ancora fatti e lo vedremo. I cittadini si mobiliteranno di nuovo e ci sono ampi margini per un ricorso legale sia amministrativo che penale.( Si compra un terreno pagandolo il doppio del suo valore solo se si ha la certezza che l’istituzione preposta ti garantisce la determinazione politica di farti fare la megadiscarica, anche se ciò contrasta con normative e leggi in vigore. Basta cambiarle e modificarle in corso d’opera. Questo hanno fatto i fratelli Testa e ciò spiega le continue pressioni che questi ultimi stanno facendo su tutte le istituzioni interessate perché si realizzi in fretta la megadiscarica. La convenzione del 6 agosto 2009 si inserisce in questo contesto e rappresenta un vero e proprio ultimatum ricattatorio).
Riusciremo nel nostro intento, però, solo se i lavoratori ed i cittadini del territorio, in misura sempre più ampia, diventeranno parte attiva nel contrastare questi pericolosi progetti.
Non basta che la popolazione della zona dimostri fiducia nell’operato del comitato o che deleghi ai sindaci e ai politici locali la battaglia.
I cittadini sono e devono essere gli attori principali di questa vicenda e proprio per questo non devono delegare più a nessuno la difesa della propria salute e del proprio territorio perché la tutela dei nostri interessi passa da noi stessi.

Stiamo facendo un’ analisi rigorosa della situazione, valutando la questione dal punto di vista tecnico-scientifico-giuridico e ciò che emerge è che il problema delle megadiscariche è frutto di una politica irresponsabile e fuori dalle regole che non vuole tenere conto che esistono tecnologie alternative all’interramento, che verranno ampiamente presentate nel corso del convegno, che potrebbero risolvere il problema dello smaltimento amianto definitivamente.

E questo non è purtroppo un problema solo cremonese e lombardo, come dimostrano l’ adesione e la partecipazione a questa giornata di protesta contro le megadiscariche da parte di comitati ed associazioni provenienti da tutta Italia. Spiace che alcune associazioni, sindacati e partiti, che abitualmente si sensibilizzano su altri problemi ambientali, in questa occasione hanno segnato un colpevole silenzio ed una evidente assenza. Anche in questi casi quali sono gli interessi in gioco?

La bonifica e lo smaltimento dell’amianto sono emergenza nazionale (i rifiuti di amianto sono secondi ai rifiuti urbani per volume e primi per quantità tra i rifiuti tossico-nocivi), ma non si investono ancora soldi sufficienti per arrivare a smaltire tutti i 2 miliardi e mezzo di metri quadri di coperture di eternit che si calcola esistano in Italia. E’ un problema altamente sottovalutato da tutte le istituzioni a tutti i livelli, e per ora costituisce solo l'ennesima fonte di arricchimento per pochi privati. E' il solito ritornello: profitto per pochi a scapito della salute di molti;
E’ necessario bloccare l'iniziativa dei privati modificando la normativa e prevedendo una pianificazione e programmazione territoriale senza imposizioni dall’alto e in modo che gli interessi privati non prevalgano su quelli pubblici;
La Regione Lombardia è in grave ritardo rispetto agli impegni prefissati nel Piano Regionale Amianto. Accenno solo al fatto che non ha nemmeno completato il censimento e la mappatura dei siti da bonificare e che non ha completato il finanziamento del Piano. Gravissimi ritardi e mancanze in una regione che ha il triste primato in Italia di morti per mesotelioma pleurico (300 casi su 1000), in una regione che vuole sprecare milioni di euro per l’EXPO 2015 ma che nella sola Milano su 1513 strutture pubbliche e private censite risultano bonificate solo 39.

Ricordiamo poi i dati dell’ASL di Cremona: Cremona é al terzo posto in Italia per tumori e al primo per tumori allo stomaco.

Per ultimo dichiariamo che se la Regione Lombardia dovesse insistere nei suoi progetti, ormai da tutti contrastati e contestati, noi proseguiremo con le mobilitazioni e faremo in modo di coinvolgere a livello nazionale i lavoratori che sono stati esposti all’amianto in questi anni e i cittadini, con l’obiettivo di creare le condizioni per occupare l’area destinata alla megadiscarica di Cappella Cantone, così come proporremo alla riunione dei comitati di questo pomeriggio.

d.ssa Mariella Megna
Cittadini contro l’amianto

Ritiro adesione alla conferenza non governativa di Torino dal titolo “Amianto e giustizia”

Il Comitato “Cittadini contro l’amianto” a seguito dell’increscioso episodio che si è verificato nel corso del convegno sullo smaltimento amianto, che si è tenuto a San Daniele Po (CR) lo scorso 13 settembre 2009, e che ha visto come “protagonista” Edoardo Bai, ritira la sua adesione alla conferenza non governativa di Torino dal titolo “Amianto e giustizia”.
Edoardo Bai, membro della commissione scientifica di Legambiente ed esperto di riferimento della conferenza non governativa di Torino per il gruppo di lavoro Amianto e Ambiente, che tratterà anche dello smaltimento del rifiuto amianto, ha portato solo elementi di sterile e superficiale polemica senza presentare dati ed evidenze scientifiche.
Il contesto era un convegno tecnico-scientifico con lo scopo di aiutare la lotta contro la megadiscarica di amianto che si vuole realizzare a Cappella Cantone (sulla sua pericolosità si era peraltro già espresso Fulvio Aurora, esponente di Medicina Democratica e dell’Associazione Esposti Amianto, che era stato nostro ospite a San Bassano il 12 settembre 2008 e a Soresina il 21 maggio 2009).
Edoardo Bai ha attaccato, facendo pesanti insinuazioni, il prof Gualtieri, che aveva appena esposto il suo progetto innovativo di ricristallizzazione dell’amianto, e ha poi continuato il suo intervento senza esprimere alcuna contrarietà alla discarica di amianto a Cappella Cantone e alle discariche di amianto in generale(in linea per altro con gli esponenti di Legambiente di Cremona che tacciono pervicacemente su tutta la vicenda), sostenendo che il vero problema, secondo lui, è quello di smaltire i 3 milioni di metri cubi di amianto che ci sono in Lombardia. Il suddetto ha concluso facendo propaganda ad un convegno della CGIL in cui si parlerà del progetto del prof. Gualtieri senza averlo neanche invitato.
Il convegno è stato videoregistrato. Chi volesse prenderne visione per ulteriori approfondimenti scriva a nodiscaricadiamianto@yahoo.it

Per la cronaca e per sottolineare l'ambiguità diffusa in certi settori di Legambiente (quindi le posizioni di Bai non sono isolate purtroppo), il 16 settembre 2009 é apparsa sui quotidiani locali della provincia di Cremona una lettera firmata dal presidente di Legambiente di Cremona e dal presidente del Movimento dei Consumatori di Cremona in cui danno per scontata la realizzazione della discarica di amianto di Cappella Cantone, mentre invece é vero il contrario visto che non é stata neanche espressa la valutazione di impatto ambientale, e addirittura si offrono come garanti e consulenti per il controllo della stessa, senza dire una parola sulla pericolosità di questa discarica, fatto ormai acquisito da tutte le parti politiche e sociali e confortato da relazioni tecnico-scientifiche. Ma evidentemente, dato che é la prima volta che prendono la parola su questa questione, o non hanno seguito le miriadi di iniziative e convegni fatti in questo ultimo anno e mezzo o fingono di non sapere. In entrambi i casi é squallido.
Chi vuole intendere intenda e comunque la battaglia contro la discarica di amianto continuerà con tutti i mezzi contro speculatori e affaristi e i complici di questi.
Un'ultima cosa in merito all'intervento di un esponente di Legambiente al convegno di San Daniele Po. Se dovessero continuare polemiche strumentali ed offensive metteremo on line i cinque minuti di intervento del suddetto: i fatti parlano più delle chiacchiere.

16 settembre 2009

martedì 15 settembre 2009

Notevole successo del convegno di San Daniele Po contro la megadiscarica di Cappella Cantone (Cremona)

Il TG3 regionale e Telecolor hanno mandato in onda servizi sull’evento.
Più di cento persone hanno assistito nella mattinata di domenica 13 settembre al convegno di San Daniele Po, organizzato da Cittadini contro l’amianto con il patrocinio del comune, nel corso del quale il prof. Gualtieri dell’università di Modena ha esposto le sue proposte scientifiche come alternative all’interramento in discarica dell’amianto. Ecco in estrema sintesi i punti salienti della sua presentazione.
- Le discariche, dove il rischio di dispersione di fibre di amianto dovrebbe essere zero , possono essere sorgenti di emissione. Durante la dismissione i pacchi danneggiati e frantumati possono rilasciare fibre che si concentrano nell’aerodisperso. Un esempio è quanto accaduto nella discarica Barricalla Spa di Torino dove le analisi puntuali effettuate sui percolati hanno accertato la presenza di un numero notevole di fibre di amianto. Tale situazione è imputabile al decadimento strutturale degli imballaggi che contengono i rifiuti. Non è sufficiente isolare la discarica perché , soprattutto nel medio e lungo periodo, non si può evitare il decadimento fisiologico e l’immissione in falda del percolato. La discarica quindi non è un sistema chiuso e non elimina definitivamente dall’ambiente la fibra killer.
- Lo smaltimento in discarica non può rappresentare l’unica soluzione in chiusura al ciclo di dismissione dell’amianto. Il recupero ed il riutilizzo di parte dei rifiuti, sottoposti a trattamenti di modificazione ed inertizzazione, sono l’alternativa da prediligere per il futuro.
- L’inertizzazione e il riciclo del prodotto inertizzato consiste nel trattamento termico del rifiuto: l’amianto, trattato a temperature maggiori di 900 gradi si trasforma in fasi cristalline innocue, con completa distruzione delle fasi fibrose. Il materiale inertizzato, innocuo, può essere riciclato come materia prima per altri processi industriali.
- Il progetto di ricristallizzazione KRYAS rappresenta un passo in avanti rispetto ad altri metodi di inertizzazione perchè è l'unico processo brevettato che non prevede la macinazione del rifiuto prima della cottura ed è competitivo anche nei costi di smaltimento rispetto all'interramento in discarica dei rifiuti contenenti amianto.
L'unico impianto su larga scala esistente al mondo per il trattamento termico di rifiuti contenenti amianto è al momento la torcia al plasma francese (progetto INERTAM EUROPLASMA) che purtroppo ha costi di inertizzazione che sono 10 volte quelli della dismissione in discarica. Troppo alti per l'Italia.
- La proposta di ricristallizzazione dell’amianto comporta un impatto ambientale pari a zero. E’ zero durante il trattamento termico perché il sistema è completamente sigillato ed in depressione con trattamento dei fumi da parte del post combustore. E’ zero dopo il trattamento termico perché il materiale è completamente trasformato ed innocuo.
Cittadini contro l’amianto

martedì 8 settembre 2009

Programma e adesioni a "Facciamo 'la festa' all'amianto"

Facciamo… “la festa” all’Amianto
San Daniele Po (CR)
13 settembre 2009

Cittadini contro l’amianto con il patrocinio del Comune di San Daniele Po, e con la collaborazione del circolo Rive Gauche, del gruppo ecologico El Muroon e dell’associazione SU LA TESTA -L’altra Lombardia,organizza
una giornata di convegni e dibattiti, contro le megadiscariche di amianto in provincia di Cremona e ovunque e per l’utilizzo di metodi alternativi all'interramento in discarica dei rifiuti contenenti amianto.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA
CONVEGNO “Smaltimento amianto: discariche o inertizzazione?”
Ore 10.00 Presso sala G. Tortini: apertura dei lavori: dott. Davide Persico - sindaco di San Daniele Po; d.ssa Mariella Megna - Cittadini contro l’amianto;
10.30 “Stato dell'arte sui metodi alternativi all'interramento in discarica dei rifiuti contenenti amianto” prof. Alessandro Gualtieri – Università di Modena e Reggio Emilia;
11.30 Coffee break;
11.45 Dibattito;
13.00 Pranzo presso il Parco comunale della Mela Verde
14.30 Incontro dei comitati contro le megadiscariche di amianto che si sono formati in varie parti d’Italia, dal Veneto alla Sicilia.
16.30 Apertura tavola rotonda sul tema dello smaltimento dell’amianto. Coordina Giampaolo Dusi consigliere provinciale del PRC e Giorgio Riboldi, associazione SU LA TESTA – L’altra Lombardia. Sono invitati istituzioni locali e provinciali, partiti, associazioni, sindacati e movimenti.
18.00 Conclusione dei lavori

A seguire proiezione del video“Anno 2018: verrà la morte. L’amianto in corpo. Tutti lo sapevano. Tranne loro: i lavoratori”di Giuliano Bugani
Musica con canti popolari di Marco Chiavistrelli

"L'UNICA FIBRA DI AMIANTO INNOCUA E' QUELLA CHE NOI NON RESPIRIAMO"

PRIME ADESIONI
- Presidio Permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano (Napoli)
- Comitato NO Expo - Milano
- Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro - Milano
- Associazione Esposti Amianto – sezione Broni-Oltrepo
- Associazione Esposti Amianto – sezione Paderno Dugnano (MI)
- Associazione Esposti Amianto- sezione Turbigo (MI)
- Associazione Esposti Amianto - Sardegna
- Associazione vittime amianto nazionale italiana
- Comitato amianto e geotermia - Pisa
- Contramianto e altri rischi Onlus - Taranto
- Comitato tutela ambiente – Treviglio (BG)
- Comitato inceneritore – Desio (MI)
- Paese Ambiente – Treviso
- Gruppo Civico Roverchiara No amianto – Verona
- Confederazione Unitaria di Base – CUB
- AL Cobas Regione Lombardia
- Federazione PRC Cremona
- Federazione PRC Crema
- PdAC – Partito dell’Alternativa Comunista
- Circolo B. Brecht - Castelleone (CR)
- Rappresentanze di Base – RdB - Cremona
- Lista Torchio gruppo consiliare e lista civica - Cremona

PROSEGUE LA CAMPAGNA PER LE DIMISSIONI DEL SINDACO E DELLA GIUNTA DI CAPPELLA CANTONE!

QUINTA DOMANDA A TADI : perché il sindaco di Cappella Cantone e i suoi amici di Giunta non spiegano pubblicamente il motivo per cui è stata sottoscritta il 6 agosto 2009 la convenzione con l’impresa dei fratelli Testa, tenendola “ nascosta “ fino ad oggi?

Questa convenzione viene buttata sul tavolo della Conferenza dei servizi, cercando di condizionarne pesantemente l’esito e i risultati e tentando di influenzare il parere dei tecnici che difficilmente potrebbe essere positivo, se non si fosse instaurato questo clima intimidatorio. Il sito di Cappella Cantone contravviene ogni sorta di normativa a livello provinciale, regionale e comunitario, come abbiamo ampiamente dimostrato in questo anno di battaglie.
Tadi e la sua giunta, oltre ai fratelli Testa’ devono spiegare il perché si sono mossi in modo coordinato e con una sicurezza nel perseguire gli obiettivi: sicurezza e arroganza che fanno necessariamente pensar male. Infatti nessun imprenditore privato comprerebbe un terreno, pagandolo il doppio del prezzo di mercato, senza avere la certezza matematica di trarre profitto da questa operazione e senza avere il tacito assenso delle istituzioni interessate.
INSOMMA noi pensiamo che : Formigoni, Rossoni e Tadi sapevano fin dall’inizio che IN UN MODO O IN UN ALTRO si sarebbe arrivati all’autorizzazione della realizzazione della megadiscarica e alcune incaute dichiarazioni di Rossoni lo confermano ( Vi ricordate quando dichiarò pubblicamente che se non si faceva la megadiscarica a Cappella Cantone, l’impresa dei fratelli Testa l’avrebbe dovuta realizzare in qualche altro sito, pena il pagamento di una penale? Naturalmente il contenuto di questa ultima affermazione, dal sapore ricattatorio, non corrisponde al vero). In pratica l’impresa Cavenord doveva e deve assolutamente realizzare la discarica e fare profitto a discapito della salute dei cittadini.
Hanno cambiato le regole mentre la partita era in gioco, la giunta regionale ha promesso “ compensazioni in denaro” al sindaco di Cappella Cantone, hanno nominato Salini commissario ad acta per evitare di discutere in consiglio provinciale le modifiche del piano rifiuti e per evitare tutte le possibili opposizioni sociali e istituzionali, il presidente della provincia ha promesso finanziamenti al sindaco di Cingia de’ Botti per ristrutturare la scuola, in modo da rompere il fronte anti-megadiscariche. Qui ha trovato nel sindaco Soldi e nei suoi assessori, un tempo solidali con la nostra battaglia, dei validi complici. Il sindaco e la sua giunta hanno da tempo svenduto il proprio impegno contro le megadiscariche per un piatto di lenticchie, che non hanno neppure la certezza di vederselo servito. Da notare che Salini esprime preoccupazione per la vicinanza ai centri abitati della discarica di amianto in progetto a Cingia de’ Botti e non si pronuncia su quella di Cappella Cantone, dove i centri abitati sono ancora più vicini alla discarica!
Ciò che è successo e sta succedendo è VERGOGNOSO, PROVOCATORIO e SOPRATTUTTO al limite della legalità e della trasparenza. La giunta regionale e quella provinciale, con continui strappi istituzionali e politici hanno trovato un docile strumento da manovrare. Tadi,terminato il periodo elettorale, si è mosso a briglia sciolta, pensando di non dover più rendere conto ai cittadini che gli avevano rinnovato il mandato. NON SARA’ COSI’! Perché noi gli chiederemo conto metodicamente e periodicamente del suo operato FINCHE’ NON SE NE ANDRA’.
Quello che è accaduto e sta accadendo non può passare nell’indifferenza. Occorre un moto di dignità e ribellione dei cittadini e delle forze politiche e sociali di tutta la Provincia per impedire la costruzione della megadiscarica e per mandare casa un sindaco che ha ingannato tutti.

Per Cittadini contro l’amianto Mariella Megna

venerdì 4 settembre 2009

IL SINDACO DI CAPPELLA CANTONE GETTA LA MASCHERA E CONTRADDICE GLI IMPEGNI PRESI CON I CITTADINI E I SUOI ELETTORI. DEVE DIMETTERSI !

Da oggi inizia la campagna per le sue dimissioni.
Per adesioni scrivere a nodiscaricadiamianto@yahoo.it

Il sindaco di Cappella Cantone rinuncia a combattere contro la megadiscarica, questo è quanto si deduce dall’intervista dal tono “doroteo” rilasciata il 2 settembre ad un quotidiano locale.

Questa scelta non sorprende, perché da tempo ci erano note le sue ambiguità, i suoi “distinguo”, i suoi possibilismi , i suoi silenzi e le sue assenze nei momenti cruciali della lotta.

Nell’intervista di ieri sembra di sentir parlare i fratelli Testa, cioè i cavatori che trarranno tutti i profitti dalla discarica che si vorrebbe realizzare su un terreno che è stato pagato il doppio del prezzo di mercato.
Le sue dichiarazioni sono un esempio di possibilismo opportunista, di furbismo ed ignorano volutamente tutto ciò che i cittadini, le associazioni e alcuni partiti hanno detto e fatto in questo anno e mezzo di battaglie sociali ed istituzionali. Si è spinto perfino a sostenere, rasentando il ridicolo e senza timore di essere sbeffeggiato, che la megadisca-rica sarebbe di “pubblica utilità” dato che perfino l’assessorato regionale competente è denominato “Servizi di pubblica utilità”!

Per noi è sempre stato evidente che il sindaco di Cappella Cantone, pur sottoscrivendo qualche volta nel periodo pre-elezioni alcune flebili dichiarazioni dei sindaci della zona contro la realizzazione della megadiscarica, in realtà stava operando in senso contrario e carpiva la buona fede dei suoi elettori. Il suo non è senso di responsabilità, come lui dichiara nell’intervista, ma una scelta politica precisa basata sul furbismo-opportunismo.

Evidentemente le promesse di Formigoni e le successive pressioni del Presidente della provincia relative alle così dette “compensazioni” lo hanno convinto a schierarsi in modo esplicito con i fautori della mega discarica, gettando in tal modo la maschera di “sindaco contro”. In sintesi: Noi( giunta regionale) ti diamo un po’ di quattrini( compensazioni) e tu sindaco ci dai via libera per una megadiscarica pericolosa e dannosa per la salute di tutti e non fai ricorso legale insieme ad altri soggetti che sicuramente lo faranno. Si svende, cioè, la salute in cambio di pochi denari destinati ad asfaltare qualche strada, o per gestire il così detto decoro urbano, o per restaurare qualche vecchia cascina o qualche casa del centro del paese, insomma si getta fumo negli occhi ai cittadini in buona fede. Perchè le “compensazioni” significano proprio questo e ci auguriamo che altri sindaci del circondario non seguano lo stesso esempio, perché, checché se ne dica, i giochi non sono ancora fatti e lo vedremo. I cittadini si mobiliteranno di nuovo e ci sono ampi margini per un ricorso legale sia amministrativo che penale.( Si compra un terreno pagandolo il doppio del suo valore solo se si ha la certezza che l’istituzione preposta ti garantisce la determinazione politica di farti fare la megadiscarica, anche se ciò contrasta con normative e leggi in vigore. Basta cambiarle e modificarle in corso d’opera. Così come è avvenuto).

Per concludere momentaneamente, vogliamo porre al sindaco Tadi quattro domande e finchè non otterremo risposte soddisfacenti continueremo sempre più intensamente la campagna per le sue dimissioni, chiedendo l’adesione dei cittadini, di forze politiche e sindacali e di associazioni:
1) Perché non ha reso noto prima la relazione tecnica, di cui era in possesso fin da maggio, cioè prima delle elezioni?
2) Perché non nega in modo assoluto che vi saranno benefici economici previsti dalla regione Lombardia a favore del suo comune nel caso dovessero riuscire a realizzare la megadiscarica?
3) Perché rinuncia a priori ad adire vie legali per impedire la realizzazione della megadiscarica, diffon-dendo in tal modo sfiducia e lassismo?
4) Perché si offre già come co-gestore della megadiscarica ? Vi sono già degli impegni sottoscritti?

Cremona, 3 settembre 2009
CITTADINI CONTRO L’AMIANTO

mercoledì 2 settembre 2009

Allarmanti e inesatte affermazioni del presidente della provincia di Cremona al TG3 del 1.09.2009.Fermiamo la realizzazione delle megadiscariche!

Dopo le dichiarazioni rilasciate al TG3 viene da chiedersi
se il presidente della provincia conosca adeguatamente il
progetto di realizzazione della discarica di Cappella
Cantone. Infatti cerca di far passare come “ conquista”
il fatto che la discarica, secondo lui, sarà di 300.000 mc
anziché di 600.000 mc, ignorando o fingendo di ignorare che
il progetto prevede in realtà una discarica di 260.000 mc.
Che cosa c’è dietro queste manipolazioni e falsità che
creano solo confusione? Si vuole, forse, far digerire ai
cittadini il fatto che la discarica non sarebbe pericolosa e
andrebbe quindi realizzata in fretta e furia, ottenendo come
contropartita le così dette “compensazioni”? Perché
nessuno vuole prendere in considerazione la possibilità di
utilizzare forme alternative di smaltimento già
sperimentate scientificamente? Forse perché richiederebbero
più tempo e nel frattempo l’Expo di Milano preme e si
vuole smaltire tutto l’amianto rimosso a Milano e dintorni
nelle discariche di Cremona, facendola diventare la
pattumiera della Lombardia?
Le “compensazioni” non sono altro che soldi o
“benefit” vari erogati dalla Regione ai comuni limitrofi
e alla Provincia, al fine di neutralizzare la loro
contrarietà, ma soprattutto quella degli abitanti della
zona. La promessa delle “compensazioni” costituisce di
fatto una dichiarazione del “senso di colpa”: ciò
significa che si è consapevoli che si sta realizzando
qualcosa di estremamente pericoloso, prescindendo dalla
tutela della salute pubblica e dai vincoli ambientali che
vengono “superati” con disinvoltura, modificando leggi e
normative precedentemente approvate con atti autoritari e
decisionisti e senza alcun confronto pubblico. In questo
contesto si inserisce la nomina di Salini a commissario ad
acta per le megadiscariche.
La logica che sta prevalendo in Regione Lombardia e in
provincia di Cremona è aberrante: bisogna procedere
comunque e in fretta, perché evidentemente si sono già
presi impegni con la ditta che realizzerà e gestirà
l’impianto, la quale ha pagato il terreno un valore doppio
del mercato, sapendo, evidentemente, che la Regione avrebbe
comunque garantito la realizzazione della megadiscarica su
quell’area di Cappella Cantone.
Noi, comunque, non cesseremo la nostra protesta e
mobilitazione, allargando il fronte delle opposizioni anche
fuori dai confini cremonesi. La questione megadiscariche è
ormai una questione nazionale.
Infine, vogliamo ricordare alla giunta regionale e a quella
provinciale che le direttive della Commissione Europea
indicano che una cava in disuso può essere adibita a
discarica, ma bisogna prendere in considerazione la tutela
della natura, l’esistenza di falde freatiche, le
condizioni geologiche e la distanza dalle zone urbane, tutti
elementi che a Cappella Cantone sarebbero ignorati e
violati.
Per Cittadini contro l’amianto - Mariella Megna
Cremona, 2 settembre 2009