Riceviamo e pubblichiamo. Diffondete!
Cittadini contro l'amianto della provincia di Cremona
Comunicato del 27 novembre 2009
Riapre la discarica TERRA di Paese: l’amministrazione Pietrobon “regala” ai cittadini di Paese terre contaminate da bonifica per ben 10 anni.
Saranno sepolte le 100.000 tonnellate di rifiuti di amianto arrivate illegalmente e con loro la speranza di una bonifica.
Svelate tutte le bugie dette in consiglio comunale.
Con il decreto della Provincia di Treviso n. 616 del 24 novembre 2009, la discarica TERRA di Mosole, sita fra Castagnole e Porcellengo, è stata autorizzata a: 1) ricevere rifiuti provenienti da siti contaminati, ovvero rifiuti speciali costituiti da terre contaminate provenienti dalle varie bonifiche effettuate in giro per l’Italia, 2) proseguire l’attività addirittura fino al 2019.
In questo modo Mosole, titolare della TERRA, vince due volte, la prima perché potrà fare degli affari d’oro con i nuovi rifiuti da bonifiche, la seconda perché con questi rifiuti potrà seppellire per sempre l’amianto conferito illegalmente tra il 2005 ed il 2006, quando dallo stesso incassò la bellezza di 6.225.811 euro.
Ironia della sorte accadrà quindi che un discarica che doveva essere bonificata dall’amianto, potrà invece ricevere i rifiuti delle bonifiche altrui con i quali seppellire per sempre i conferimenti illegali di amianto.
La discarica è grande, ma per riempire il buco c’è tempo, dieci anni, il tempo per accogliere circa un milione di metri cubi di materiale da siti contaminati, circa un milione e mezzo di tonnellate di rifiuti speciali, una fila con circa 60 mila camion di rifiuti lunga da qui sino a Roma.
Il sindaco Pietrobon aveva dichiarato in campagna elettorale che i buoni rapporti con la Provincia avrebbero permesso di ottenere importanti risultati per Paese: ora i risultati ci sono ma solo per Mosole.
Questa discarica, autorizzata da 20 anni doveva essere chiusa entro la data improrogabile del 30 settembre 1999, 10 anni fa, e invece grazie al decreto del 24 novembre scorso potrà esercitare fino al 2019.
Le promesse elettorali della Lega dello scorso maggio garantivano ferma opposizione nei confronti di ampliamenti o realizzazione a qualsiasi titolo di nuovi siti per attività di cava o discarica.
Mosole però, appena le urne elettorali hanno consegnato il Comune alla Lega e altri, ha chiesto subito le autorizzazioni.
Mosole era così sicuro di ottenere il via libera che ha iniziato le opere utili necessarie per l’arrivo dei nuovi rifiuti, come un enorme argine di contenimento, ancora prima di ottenere l’autorizzazione.
La conferma di ciò arriva dai tecnici della provincia perché nella relazione istruttoria del 2 ottobre scorso, prendevano atto della realizzazione dell’argine scrivendo: “in anticipo rispetto a quanto previsto nel progetto” e chiedendone documentazione in merito.
Come mai Mosole era così sicuro che l’autorizzazione sarebbe stata concessa al punto da realizzare prima questo enorme e costoso argine ?
Cosa dire poi dell’operato dell’Assessore all’Ecologia di Paese, Vigilio Piccolotto?
Piccolotto il 5 di agosto, come risulta a verbale, in un incontro con i tecnici della provincia affermava:”L’Amministrazione Comunale non si oppone a detta variante gestionale che per quanto acquisito è da considerarsi minima”.
Successivamente il giorno 8 ottobre partecipava all’incontro istruttorio in Provincia, dove era presente anche l’ARPAV e Mosole, e nel quale veniva decisa l’autorizzazione della discarica.
Infatti dal verbale ufficiale di tale incontro si legge che “Per tutto quanto emerso/confrontato/ chiarito tra le parti durante l’incontro, il responsabile del procedimento fa presente che l’autorizzazione all’esercizio sarà rilasciata in applicazione dell’Art. 208 e 210 del D. Lgs. N. 152/2006 con le seguenti procedure gestionali migliorative oltre a quelle previste dalla normativa …..”
L’assessore Piccolotto però nel consiglio comunale del 9 ottobre 2009, appena 24 ore dopo la decisione di autorizzare la discarica, rispondendo ad una mia interrogazione affermava che il materiale in arrivo sarebbe stato addirittura meglio di certi nostri terreni agricoli aggiungendo che l’amministrazione “si espresse in modo negativo al rilascio dell’autorizzazione.”, e ancora: “il Comune è contrario alla prosecuzione dell’attività”, e poi “non vi è ancora alcuna autorizzazione che, se verrà concessa dall’Ente Provincia a ciò preposto, dovrà contenere prescrizioni puntuali.”
Come risulta evidente era tutto deciso con la complicità dell’amministrazione Pietrobon ma l’Assessore ha preferito mentire a tutto il consiglio comunale.
La nostra falda non aveva certamente bisogno di essere sottoposta a questi rischi per altri 10 anni.
Se già nella fase di autorizzazione le bugie sono lo strumento più utilizzato, come potremmo fidarci quando nella fase operativa ci diranno per dieci anni che tutto è in regola?
Come possiamo fidarci se perfino laboratori di analisi prestigiosi, come risulta dalla cronaca locale di questi giorni, vengono accusati di produrre referti falsificati?
Nelle mani di chi abbiamo messo la nostra acqua, la nostra aria, la nostra salute?
Andrea Zanoni capogruppo di Italia dei Valori in consiglio comunale a Paese
www.andreazanoni. it – zanoni@ecorete. it
lunedì 30 novembre 2009
Riapre la discarica TERRA di Paese..quante analogie con le discariche di amianto che vogliono realizzare a Cremona!!
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venerdì 27 novembre 2009
Centrale a carbone di Civitavecchia:le immagini dell'orrore
Clamoroso e inquietante video diffuso da Simona Ricotti e Alessandro Manuedda: rifiuti e polveri movimentate all'aria aperta dentro Tvn e portate chissà dove. La Procura della Repubblica sta indagando
CIVITAVECCHIA - Dopo le foto il video. E le immagini che, dopo quelle della scorsa settimana, arrivano oggi dal cantiere di Torre Valdaliga Nord sono ancora più inquietanti. A diffonderle sono stati questo pomeriggio il Consigliere comunale Alessandro Manuedda e l'esponente del Forum Ambientalista Simona Ricotti, la cui denuncia è di quelle che fanno rabbrividire e che impongono, stavolta, una presa di posizione chiara e inappellabile da parte dell'Enel e del Comune; soprattutto nel momento in cui la Procura della Repubblica ha aperto una indagine sul video in questione e su quanto da esso è possibile vedere: mucchi di rifiuti, di qualunque tipo, in un'area non precisata ma comunque interna al cantiere della centrale e movimentazione di merci, polveri e sostanze in gran quantità e in totale assenza di sicurezza ambientale. Il video non è databile, ma le semplici immagini bastano ad accertare una palese violazione di legge da parte dell'Enel: la movimentazione di rifiuti, polveri e sostanze in ambiente aperto all'interno del cantiere, quando sia la Valutazione di Impatto Ambientale che la conferenza dei servizi per l'aggiornamento dell'Autorizzazione Integrata Ambientale impongono espressamente all'azienda elettrica che ogni operazione di materiale avvenga in ambienti chiusi e senza alcuna dispersione atmosferica. A questo dato di fatto si affianca poi un interrogativo, allarmante e che necessita chiarimenti, laddove nelle immagini si vedono chiaramente dei camion raccogliere ingenti quantità di materiale e polveri e trasportale via dal cantiere.
Dove sono state portate? - si chiede Alessandro Manuedda - Il loro smaltimento è avvenuto a norma di legge o è possibile ipotizzare sostanze e materiale sotterrato in qualche sito del territorio? E chi assicura che non ci sia stata infiltrazione di sostanze nei terreni in cui tutti questi rifiuti sono stati accumulati? Resta il fatto, comunque, che le modalità di movimentazione di rifiuti e polveri come quelle che si vedono nel video non sono assolutamente autorizzate né sono quelle le aree su cui tali operazioni possono avvenire. Le violazioni e le responsabilità dell'Enel sono dunque evidenti, così come è ormai chiaro che l'azienda elettrica pensa di poter fare quello che vuole in questa città.
L'Enel continua a trattare questo territorio senza alcuna dignità - gli fa eco Simona Ricotta - pensando di poter operare impunemente senza alcun rispetto delle regole. Va detto che questo può avvenire anche e soprattutto perché tutte le istituzioni e gli enti competenti sono completamente silenziosi e assenti nei compiti di controllo che dovrebbero esercitare. L'apertura di una indagine da parte della Procura della Repubblica, infatti, è stata possibile soltanto grazie alla denuncia di qualcuno che ha voluto finalmente rompere un muro di omertà>.
Il video infatti, come già le foto pubblicate dalla nostra Redazione, è giunto a Simona Ricotti in forma anonima per essere poi consegnato dalla stessa alla Procura. Ritengo che queste immagini, come le foto pubblicate da Centumcellae News, possano essere state realizzate soltanto da qualcuno che opera ed ha libero accesso dentro la centrale - ha proseguito la Ricotti - dunque da qualche lavoratore che comincia finalmente a preoccuparsi delle condizioni di sicurezza ambientale in cui è costretto ad operare, tanto da denunciare quello che avviene all'interno del cantiere di Tvn. Il fatto poi che lo faccia in forma anonima dimostra come in centrale regni un clima di intimidazione ormai inaccettabile. L'invito che facciamo a chi può avere altre notizie su questi gravissimi fatti, dunque, è quello di uscire allo scoperto e di collaborare alle indagini.
Chissà che nel frattempo anche Comune ed Enel si sveglino.
Per vedere il video http://www.centumcellae.it/orrore
Marco Galice
CIVITAVECCHIA - Dopo le foto il video. E le immagini che, dopo quelle della scorsa settimana, arrivano oggi dal cantiere di Torre Valdaliga Nord sono ancora più inquietanti. A diffonderle sono stati questo pomeriggio il Consigliere comunale Alessandro Manuedda e l'esponente del Forum Ambientalista Simona Ricotti, la cui denuncia è di quelle che fanno rabbrividire e che impongono, stavolta, una presa di posizione chiara e inappellabile da parte dell'Enel e del Comune; soprattutto nel momento in cui la Procura della Repubblica ha aperto una indagine sul video in questione e su quanto da esso è possibile vedere: mucchi di rifiuti, di qualunque tipo, in un'area non precisata ma comunque interna al cantiere della centrale e movimentazione di merci, polveri e sostanze in gran quantità e in totale assenza di sicurezza ambientale. Il video non è databile, ma le semplici immagini bastano ad accertare una palese violazione di legge da parte dell'Enel: la movimentazione di rifiuti, polveri e sostanze in ambiente aperto all'interno del cantiere, quando sia la Valutazione di Impatto Ambientale che la conferenza dei servizi per l'aggiornamento dell'Autorizzazione Integrata Ambientale impongono espressamente all'azienda elettrica che ogni operazione di materiale avvenga in ambienti chiusi e senza alcuna dispersione atmosferica. A questo dato di fatto si affianca poi un interrogativo, allarmante e che necessita chiarimenti, laddove nelle immagini si vedono chiaramente dei camion raccogliere ingenti quantità di materiale e polveri e trasportale via dal cantiere.
Dove sono state portate? - si chiede Alessandro Manuedda - Il loro smaltimento è avvenuto a norma di legge o è possibile ipotizzare sostanze e materiale sotterrato in qualche sito del territorio? E chi assicura che non ci sia stata infiltrazione di sostanze nei terreni in cui tutti questi rifiuti sono stati accumulati? Resta il fatto, comunque, che le modalità di movimentazione di rifiuti e polveri come quelle che si vedono nel video non sono assolutamente autorizzate né sono quelle le aree su cui tali operazioni possono avvenire. Le violazioni e le responsabilità dell'Enel sono dunque evidenti, così come è ormai chiaro che l'azienda elettrica pensa di poter fare quello che vuole in questa città.
L'Enel continua a trattare questo territorio senza alcuna dignità - gli fa eco Simona Ricotta - pensando di poter operare impunemente senza alcun rispetto delle regole. Va detto che questo può avvenire anche e soprattutto perché tutte le istituzioni e gli enti competenti sono completamente silenziosi e assenti nei compiti di controllo che dovrebbero esercitare. L'apertura di una indagine da parte della Procura della Repubblica, infatti, è stata possibile soltanto grazie alla denuncia di qualcuno che ha voluto finalmente rompere un muro di omertà>.
Il video infatti, come già le foto pubblicate dalla nostra Redazione, è giunto a Simona Ricotti in forma anonima per essere poi consegnato dalla stessa alla Procura. Ritengo che queste immagini, come le foto pubblicate da Centumcellae News, possano essere state realizzate soltanto da qualcuno che opera ed ha libero accesso dentro la centrale - ha proseguito la Ricotti - dunque da qualche lavoratore che comincia finalmente a preoccuparsi delle condizioni di sicurezza ambientale in cui è costretto ad operare, tanto da denunciare quello che avviene all'interno del cantiere di Tvn. Il fatto poi che lo faccia in forma anonima dimostra come in centrale regni un clima di intimidazione ormai inaccettabile. L'invito che facciamo a chi può avere altre notizie su questi gravissimi fatti, dunque, è quello di uscire allo scoperto e di collaborare alle indagini.
Chissà che nel frattempo anche Comune ed Enel si sveglino.
Per vedere il video http://www.centumcellae.it/orrore
Marco Galice
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giovedì 26 novembre 2009
Riceviamo e pubblichiamo
Riceviamo dalla ditta “Aspireco” e pubblichiamo anche se riteniamo di non avere affermato niente di lesivo nei confronti di questa società, che peraltro non abbiamo mai nominato nei nostri scritti.
“Negli articoli pubblicati in data 5 giugno 2009 nella sezione “Gruppi” del portale “Google” http:groups.google.it/group/notavmoreniche/browse_thread/thread/c2bdfc551196a249 e in data 15 settembre 2009 nel Blog http://cittadinicontroamianto.blogspot.com intitolato “Notevole successo del convegno di San Daniele Po contro la megadiscarica di Cappella Cantone (Cremona)”, è stato erroneamente riportato lo stato delle attuali esperienze in Italia nel campo dell’inertizzazione dell’amianto e del riciclo del materiale inerte e dei metodi brevettati.
Precisiamo quanto segue:dal 2004 in Sardegna funziona un impianto per l’inertizzazione dell’amianto ed il riciclo del materiale inerte realizzato dalla società Aspireco srl, basato su un innovativo brevetto depositato da quest’ultima nel 1988 che è stato regolarmente autorizzato dalle competenti Autorità e monitorato sin dalla fase della propria messa in esercizio dall’ASL di Oristano, senza che sia stato rilevato alcun problema ambientale e/o di emissioni nocive di alcun genere.”
“Negli articoli pubblicati in data 5 giugno 2009 nella sezione “Gruppi” del portale “Google” http:groups.google.it/group/notavmoreniche/browse_thread/thread/c2bdfc551196a249 e in data 15 settembre 2009 nel Blog http://cittadinicontroamianto.blogspot.com intitolato “Notevole successo del convegno di San Daniele Po contro la megadiscarica di Cappella Cantone (Cremona)”, è stato erroneamente riportato lo stato delle attuali esperienze in Italia nel campo dell’inertizzazione dell’amianto e del riciclo del materiale inerte e dei metodi brevettati.
Precisiamo quanto segue:dal 2004 in Sardegna funziona un impianto per l’inertizzazione dell’amianto ed il riciclo del materiale inerte realizzato dalla società Aspireco srl, basato su un innovativo brevetto depositato da quest’ultima nel 1988 che è stato regolarmente autorizzato dalle competenti Autorità e monitorato sin dalla fase della propria messa in esercizio dall’ASL di Oristano, senza che sia stato rilevato alcun problema ambientale e/o di emissioni nocive di alcun genere.”
sabato 21 novembre 2009
discarica di Cappella Cantone: la lotta continua verso il presidio permanente
L’associazione ‘Cittadini contro l’amianto’ HA PARTECIPATO ieri all’assemblea di San Bassano organizzata dal comitato promotore di un’assemblea popolare contro la discarica di Cappella Cantone. La riunione, parecchio partecipata, ha visto la presenza di alcuni cittadini di San Bassano e di esponenti di gruppi e di giovani che operano in altre aree del territorio cremonese.
Al termine di un dibattito, a volte vivace e a volte anche un po’ confuso, infantile e strumentale, vista la presenza di persone provenienti da altre zone del territorio finora estranee alle iniziative fin qui condotte ed organizzate da noi (tre convegni di approfondimento tecnico-scientifico, presidi, volantinaggi, ecc…), si è confermata la proposta di procedere alla realizzazione di un presidio permanente con il compito di proseguire la campagna di informazione già da noi intrapresa da oltre un anno e di creare le condizioni di una futura occupazione dell’area coinvolgendo il più possibile la popolazione locale e tutti i comitati a livello nazionale. “Cittadini contro l’amianto” ringrazia tutta la popolazione intervenuta e la stampa locale presente a questa serata e che in questo anno e mezzo ha affiancato la nostra battaglia.
Le iniziative continueranno e nelle prossime riunioni saranno decise le modalità operative.
La discarica di Cappella Cantone non è un problema locale, ma ormai un problema nazionale ed in questa logica continueremo a muoverci.
D’ora in poi il nostro slogan sarà “L’unica battaglia che si perde è quella che si abbandona”.
Continueremo a tenere informata la stampa e la popolazione dei prossimi passaggi. La discarica non passerà.
Per chi vuole avere costanti informazioni sulla nostra lotta e per trovare tutti gli strumenti di approfondimento sul problema amianto e la pericolosità della discarica, consulti il nostro blog http://cittadinicontroamianto.blogspot.com.
Siamo anche su facebook, http://www.facebook.com/cittadinicontroamianto con quasi 1400 contatti.
Mariella Megna – per info 3389875898
21 novembre 2009
Al termine di un dibattito, a volte vivace e a volte anche un po’ confuso, infantile e strumentale, vista la presenza di persone provenienti da altre zone del territorio finora estranee alle iniziative fin qui condotte ed organizzate da noi (tre convegni di approfondimento tecnico-scientifico, presidi, volantinaggi, ecc…), si è confermata la proposta di procedere alla realizzazione di un presidio permanente con il compito di proseguire la campagna di informazione già da noi intrapresa da oltre un anno e di creare le condizioni di una futura occupazione dell’area coinvolgendo il più possibile la popolazione locale e tutti i comitati a livello nazionale. “Cittadini contro l’amianto” ringrazia tutta la popolazione intervenuta e la stampa locale presente a questa serata e che in questo anno e mezzo ha affiancato la nostra battaglia.
Le iniziative continueranno e nelle prossime riunioni saranno decise le modalità operative.
La discarica di Cappella Cantone non è un problema locale, ma ormai un problema nazionale ed in questa logica continueremo a muoverci.
D’ora in poi il nostro slogan sarà “L’unica battaglia che si perde è quella che si abbandona”.
Continueremo a tenere informata la stampa e la popolazione dei prossimi passaggi. La discarica non passerà.
Per chi vuole avere costanti informazioni sulla nostra lotta e per trovare tutti gli strumenti di approfondimento sul problema amianto e la pericolosità della discarica, consulti il nostro blog http://cittadinicontroamianto.blogspot.com.
Siamo anche su facebook, http://www.facebook.com/cittadinicontroamianto con quasi 1400 contatti.
Mariella Megna – per info 3389875898
21 novembre 2009
venerdì 6 novembre 2009
discarica di amianto di Cappella Cantone: esposto alla Procura di Cremona, mobilitazioni contro la vergognosa decisione degli uffici tecnici regionali
In data 28 ottobre 2009 la Regione Lombardia, precisamente il settore Territorio ed Urbanistica il cui assessore alla partita è il leghista Boni, ha espresso giudizio positivo in ordine alla compatibilità ambientale del progetto presentato da Cavenord per la realizzazione della discarica di amianto a Cappella Cantone e in data 4 novembre ha sospeso (ma non respinto) il progetto di discarica di amianto di Cingia de’ Botti per richiedere integrazioni.
La VIA per Cappella Cantone è volutamente omissiva dal punto di vista tecnico-legale, diversamente non si sarebbe arrivati ad un parere favorevole, e soprattutto nella parte che riguarda la gestione dei percolati inserisce delle prescrizioni che vanno addirittura ad aggravare l’equilibrio ambientale .
Il provvedimento arriva a meno di una settimana dalla presentazione di un rapporto dell’istituto di ricerca regionale (IRER ) in cui si analizzano tutte le criticità del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale in Regione Lombardia in questi ultimi dieci anni. Per citarne alcuni: mancanza di una approfondita valutazione delle alternative, coinvolgimento diretto di soli enti territoriali, senza un peso rilevante della società civile (ad esempio associazioni ambientaliste), rendere spesso prioritario la salvaguardia dei consensi territoriali rispetto alla piena tutela ambientale. Si evidenziano anche problemi di eventuali conflitti di interessi poiché la struttura VIa è alle dipendenze della direzione generale Territorio e dovrebbe invece essere un organismo autonomo dagli uffici regionali.
Ci chiediamo quindi: perché tutta questa fretta degli uffici regionali? Perché non si è voluto prendere in considerazione il fatto che esiste un’alternativa meno impattante per il territorio, cioe’ il trattamento termico dell’amianto? Questa alternativa poteva essere concretamente realizzata al posto della discarica, visto che l’ASPM di Soresina e undici comuni del Soresinese avevano già deciso di proporre il progetto alla Regione Lombardia.
La valutazione ambientale dei progetti ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire
con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e
conservare la capacità di riproduzione dell’ecosistema in quanto risorsa essenziale per la
vita, così recita l’ art. 5 lettera b) del decreto legislativo n. 4 del 16 gennaio 2008.
Noi non siamo disposti a rinunciare al diritto individuale della tutela della nostra salute. La realizzazione di questa discarica non è un’attività per il “bene comune”, è l’ennesimo risultato di una politica ambientale corrotta ed inefficace ed è ora di dire BASTA!
Queste le nostre prossime azioni:
- lunedì 9 novembre, ore 21, incontro organizzativo a Castelleone presso il circolo B. Brecht in via Cappi 26. Sono invitati tutti i cittadini, comitati, organismi, associazioni che vogliono condividere un percorso di lotta contro la realizzazione della discarica.
- mercoledì 11 novembre, ore 17.30, conferenza stampa a Cremona presso il CISVOL, via San Bernardo 2, per presentare l’esposto alla Procura di Cremona per informare sui rischi per la salute e l’incolumità pubblica che la discarica di Cappella Cantone può causare e l’avvio di indagini difensive
- venerdì 20 novembre, ore 21, assemblea popolare a San Bassano in sala banda, p.za Mons. Frosi
- giovedì 26 novembre, ore 21, assemblea popolare a Soresina in sala Gazza, biblioteca comunale, via Matteotti
In data da destinarsi assemblee popolari a Castelleone e Cingia de’ Botti.
Mariella Megna - Cittadini contro l’amianto
La VIA per Cappella Cantone è volutamente omissiva dal punto di vista tecnico-legale, diversamente non si sarebbe arrivati ad un parere favorevole, e soprattutto nella parte che riguarda la gestione dei percolati inserisce delle prescrizioni che vanno addirittura ad aggravare l’equilibrio ambientale .
Il provvedimento arriva a meno di una settimana dalla presentazione di un rapporto dell’istituto di ricerca regionale (IRER ) in cui si analizzano tutte le criticità del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale in Regione Lombardia in questi ultimi dieci anni. Per citarne alcuni: mancanza di una approfondita valutazione delle alternative, coinvolgimento diretto di soli enti territoriali, senza un peso rilevante della società civile (ad esempio associazioni ambientaliste), rendere spesso prioritario la salvaguardia dei consensi territoriali rispetto alla piena tutela ambientale. Si evidenziano anche problemi di eventuali conflitti di interessi poiché la struttura VIa è alle dipendenze della direzione generale Territorio e dovrebbe invece essere un organismo autonomo dagli uffici regionali.
Ci chiediamo quindi: perché tutta questa fretta degli uffici regionali? Perché non si è voluto prendere in considerazione il fatto che esiste un’alternativa meno impattante per il territorio, cioe’ il trattamento termico dell’amianto? Questa alternativa poteva essere concretamente realizzata al posto della discarica, visto che l’ASPM di Soresina e undici comuni del Soresinese avevano già deciso di proporre il progetto alla Regione Lombardia.
La valutazione ambientale dei progetti ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire
con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e
conservare la capacità di riproduzione dell’ecosistema in quanto risorsa essenziale per la
vita, così recita l’ art. 5 lettera b) del decreto legislativo n. 4 del 16 gennaio 2008.
Noi non siamo disposti a rinunciare al diritto individuale della tutela della nostra salute. La realizzazione di questa discarica non è un’attività per il “bene comune”, è l’ennesimo risultato di una politica ambientale corrotta ed inefficace ed è ora di dire BASTA!
Queste le nostre prossime azioni:
- lunedì 9 novembre, ore 21, incontro organizzativo a Castelleone presso il circolo B. Brecht in via Cappi 26. Sono invitati tutti i cittadini, comitati, organismi, associazioni che vogliono condividere un percorso di lotta contro la realizzazione della discarica.
- mercoledì 11 novembre, ore 17.30, conferenza stampa a Cremona presso il CISVOL, via San Bernardo 2, per presentare l’esposto alla Procura di Cremona per informare sui rischi per la salute e l’incolumità pubblica che la discarica di Cappella Cantone può causare e l’avvio di indagini difensive
- venerdì 20 novembre, ore 21, assemblea popolare a San Bassano in sala banda, p.za Mons. Frosi
- giovedì 26 novembre, ore 21, assemblea popolare a Soresina in sala Gazza, biblioteca comunale, via Matteotti
In data da destinarsi assemblee popolari a Castelleone e Cingia de’ Botti.
Mariella Megna - Cittadini contro l’amianto
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