COMUNICATO STAMPA
24.06.2011
AL PRIMO POSTO LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI CITTADINI !LA VICENDA DISCARICA NON E’ CHIUSA!LA COMPLICITA’ DELLA GIUNTA FORMIGONI-BELOTTI E DELLA GIUNTA PROVINCIALE DI SALINI CON GLI INTERESSI DEI CAVATORI È ORMAI ESPLICITA!
LA DISCARICA DI AMIANTO NON SI FARA’! Perché è pericolosa per la popolazione ed è fuori legge e non solo perché danneggia una multinazionale degli alimenti , oltre che rischiare di non creare 80 nuovi posti di lavoro in un futuro imprecisato e virtuale.
Da circa 10 giorni stiamo assistendo su due fronti ad uno spettacolo immondo e se non fosse squallido e pericoloso, anche ridicolo.
Da un lato la Giunta Regionale con l’assessore Belotti della Lega che pur di “gratificare” in qualche modo i cavatori approva provvedimenti ad personam, anzi “ad cavatorum”, come la delibera n.1594 del 20/11/2011. Questo atto, che contiene forti elementi di illegalità, è un supporto su misura per Cavenord (ora di proprietà della Locatelli) che lo ha ripetutamente sollecitato. Con questo provvedimento la Giunta regionale ha di fatto esautorato la provincia sul piano cave, esercitando un atto di indirizzo verso quest’ultima su argomenti di competenza delle singole provincie. Questa deliberazione costituisce una clamorosa forzatura sul piano normativo e legislativo da parte della giunta Formigoni , alla faccia del federalismo tanto propugnato dalla Lega. E’ stata approvata in corso d’opera, pensando di creare un nuovo quadro normativo senza più ostacoli per la realizzazione della discarica, anzi delle discariche, nelle ex-cave. Traducendo: per coprire atti esplicitamente fuori dalle norme, si approvano delibere per annullare la illegalità !
Nell’ultima Conferenza dei servizi i rappresentanti della Regione hanno accettato di prendere in considerazione una provocatoria e ridicola proposta della Locatelli, che per ovviare all’emersione della falda acquifera propone di versare due metri di sabbia e ghiaia nella ex-cava, per renderla agibile ed adattarla a deposito di amianto. Questa è un’ipotesi che se non fosse criminale, risulterebbe ridicola: infatti, non solo gli esperti, ma anche i comuni cittadini sanno che la sabbia è materiale drenante e quindi non servirebbe assolutamente a nulla.
Questa “nuova ipotesi” si basa su dati forniti da un esponente dell’ARPA di Cremona che, guarda caso, è anche consigliere comunale di Cremona per il PdL, lo stesso partito di Formigoni , Rossoni ecc. I nuovi dati rilevati dal piezometro (strumento di rilevazione del livello delle falde acquifere ) sono stati effettuati incredibilmente in modo virtuale, cioè calibrandoli come se già fossero stati versati i 2 metri di sabbia e ghiaia. Tutto ciò è ridicolo e farsesco : si vorrebbero prendere decisioni sulla base di ipotesi e non su dati fondati sulla realtà. Questa volontà pervicace di fare comunque la discarica dimostra l’esistenza di profondi e poco chiari intrecci fra politica, economia e malavita organizzata in provincia di Cremona la quale, insieme a quelle di Pavia e Brescia, risulta essere la più inquinata da infiltrazioni mafiose ( leggi n’drangheta) nella gestione dei rifiuti, come emerge da uno studio di Legambiente. (Da notare anche che le discariche di amianto che si vorrebbero realizzare in Lombardia sono tutte localizzate in queste provincie ad esclusione di Treviglio). Sia la Giunta Regionale sia i politici che proteggono la lobby dei cavatori hanno però fatto i conti senza l’oste, cioè i cittadini del territorio che in più circostanze e con diverse iniziative si sono espressi contro la discarica di Cappella Cantone che i cavatori e i loro amici politici vorrebbero fare sulla loro pelle per realizzare profitti per pochi.
Dall’altro lato, da qualche giorno va registrata l’entrata in scena sulla questione discarica di alcuni politici e sindacalisti confederali della provincia di Cremona, dopo 4 anni di silenzi o di posizioni ambigue e poco chiare (con l’apprezzabile esclusione del consigliere Torchio). Noi ci chiediamo dov’erano questi signori in questi 4 anni di battaglie e perché solo adesso decidono di intervenire. Forse perché è stata ventilata la possibilità di realizzare altrove un investimento di 30 milioni di euro con 80 posti di lavoro nel caso venisse realizzata la discarica di Cappella Cantone? Vogliono entrare in gioco per cogliere parte dei vantaggi che si produrrebbero con investimenti e una più razionale programmazione del territorio nel caso la nostra battaglia contro la discarica andasse definitivamente a buon fine? Questo politicantismo strumentale sulla testa dei cittadini è veramente schifoso ed è giusto che sia messo a conoscenza della popolazione. Perché questi signori nelle loro vuote e superficiali interviste-chiacchiere non hanno speso una parola sulle conseguenze sul piano della salute e della sicurezza dei cittadini, nel caso si realizzasse questa discarica? Non uno di questi politici, o sindacalisti confederali hanno dichiarato di mettere a disposizione le strutture delle loro organizzazioni per mobilitare la popolazione e i propri iscritti per una grande manifestazione nazionale da tenersi entro la fine dell’anno, come noi da tempo abbiamo proposto, dato che il problema della discarica di Cappella Cantone ha ormai assunto una dimensione nazionale. Una breve valutazione e una denuncia politica va fatta sul comportamento ambiguo e furbesco della Lega, la quale a Milano dà l’assenso alla discarica tramite il suo assessore Belotti che poco sa e capisce di discariche di amianto; mentre a Cremona l’assessore leghista Pinotti non prende posizione, anzi è a favore, ma sta metodicamente zitto e non si presenta alle riunioni in cui occorre prendere una posizione sulla discarica. Ma non è finita: sul territorio i leghisti nei vari Consigli comunali hanno comportamenti ambigui e poco chiari. C’è chi è d’accordo, c’è chi a denti stretti è contrario e c’è chi come l’assessore leghista di San Bassano ignora il problema, nonostante che il suo sindaco sia impegnato in prima fila contro la realizzazione della discarica. Sono i “misteri” dei politicanti, ma i cittadini gliela faranno pagare sul piano elettorale, almeno si spera.
Per concludere, noi proponiamo ai cittadini ed agli altri soggetti che intendono impegnarsi su questo fronte quanto segue:
1- Organizzare entro la fine dell’anno una grande mobilitazione nazionale insieme a tutti i comitati ed associazioni che in questi anni stanno lottando insieme a noi contro le discariche di amianto per impedire la eventuale realizzazione della discarica di Cappella Cantone e di tutte le altre discariche in Lombardia e in Italia. Tale mobilitazione dovrà essere preceduta da nuove assemblee informative su tutto il territorio lombardo che facciano il punto della situazione.
2- Prevedere l’uso del Referendum per coinvolgere la maggior parte dei cittadini. IL REFERENDUM DOVRA’ ESSERE TENUTO COMUNQUE, prescindendo dalla disponibilità delle istituzioni ad organizzarlo o meno. A breve verrà lanciata questa proposta sul nostro blog.
3- Proporre alle forze politiche più sensibili al problema di presentare un provvedimento legislativo contenente la moratoria di tutte le discariche di amianto in corso di approvazione in Regione Lombardia in modo da avviare la programmazione dello smaltimento dell’amianto con le nuove tecnologie che permettono il riciclo del rifiuto amianto.
4- Revisionare e adeguare il piano regionale amianto in modo che gli enti preposti al controllo e alla tutela del territorio pianifichino e programmino le località idonee per realizzare gli impianti di smaltimento del rifiuto amianto in maniera trasparente e con la partecipazione dei cittadini, senza lasciare ai privati la prerogativa di proporre siti a loro certo convenienti economicamente, ma non altrettanto sicuri per la salute dei cittadini. Gli interessi privati non devono prevalere su quelli pubblici. Non si può lasciare lo smaltimento dell’amianto al libero mercato. Occorre bloccare l’iniziativa dei privati.
Mariella Megna – Comitato cittadini contro l’amianto
Giorgio Riboldi – SU LA TESTA l’altra Lombardia
Carmine Fioretti – CUB provincia Cremona
CUB ( Confederazione Unitaria di Base) – Regione Lombardia
venerdì 24 giugno 2011
AL PRIMO POSTO LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI CITTADINI !LA VICENDA DISCARICA NON E’ CHIUSA
Etichette:amianto,discarica,normativa
cappella cantone,
discarica,
discariche,
eternit
giovedì 9 giugno 2011
dopo la conferenza dei servizi di oggi 9 giugno diciamo basta! Se continuano così faremo in modo di agire come i NO TAV in Val di Susa
VERGOGNA! Questo è l’unico commento che si può fare nei confronti della Regione Lombardia.
Oggi alla conferenza dei servizi sulla discarica di Cappella Cantone si è consumata l’ennesima farsa che vede protagonisti la giunta Formigoni, l’assessore al Territorio Belotti (Lega) e la lobby dei cavatori.
La giunta regionale invece di bocciare definitivamente questo “nuovo” progetto di discarica presentato dalla ditta Locatelli, che vede come unica novità solo quella di mettere uno strato di due metri di sabbia e ghiaia nella ex cava di Retorto, ha avuto il coraggio di illustrare questo “grande esempio” di tecnologia ambientale ai Comuni e dare loro 15 giorni di tempo per fare delle osservazioni! La giunta Formigoni non tiene vergogna!
Tutto quello che é stato evidenziato in questi quattro anni prova senza margine di dubbio scientifico e normativo che l’ex cava di Retorto non può diventare una discarica di materiale pericoloso come l’amianto, ma la giunta regionale lo ha superficialmente e strumentalmente ignorato per motivi politici. Questa è la prova che ESISTE di fatto un intreccio e una commistione tra affari poco chiari e politica, come abbiamo documentato in maniera precisa e circostanziata nel nostro dossier, senza mai essere smentiti.
Si sta perdendo tempo prezioso solo perché i cavatori vogliono effettuare un business di 10-15 milioni di euro a prescindere dalla sicurezza e dalla salute dei cittadini e la giunta Formigoni ne è complice.
Certamente vi è la necessità di eliminare l’amianto dall’ambiente, ma questo non significa procedere con leggerezza avendo come unico parametro la ricerca del profitto a scapito della salute di noi tutti che è un bene che non si può svendere sull’onda di un affarismo disumano e che in molti casi si presenta inquinato dalla criminalità organizzata.
Ci auguriamo che non solo i cittadini si mobilitino, ma che anche i sindaci facciano la loro parte contrastando con determinazione questo ennesimo subdolo tentativo di far passare il progetto.
Per quanto ci riguarda, sull’onda del vento nuovo che sta spirando nel paese, ci impegniamo a creare una situazione analoga a quella dei NO TAV in Val di Susa, nel caso in cui la Regione volesse approvare questo progetto contro tutte le evidenze che provano la sua pericolosità e l’irregolarità delle procedure seguite, come abbiamo dimostrato nei due precedenti comunicati . La realizzazione o meno di questa discarica a questo punto diviene un fatto di importanza nazionale che va contrastato con tutti i mezzi, intrecciando, come sempre abbiamo fatto, l’iniziativa sociale con quella delle istituzioni che ancora sono a fianco dei cittadini in questa battaglia.
Consultate sul nostro blog (http://cittadinicontroamianto.blogspot.com) i nostri due ultimi comunicati e la presentazione del nostro dossier.
Mariella Megna - Cittadini contro l’amianto (Cremona)
Giorgio Riboldi – SU LA TESTA l’altra Lombardia (Milano)
Carmine Fioretti – CUB Confederazione Unitaria di Base (Crema)
Cremona, 9 giugno 2011
Oggi alla conferenza dei servizi sulla discarica di Cappella Cantone si è consumata l’ennesima farsa che vede protagonisti la giunta Formigoni, l’assessore al Territorio Belotti (Lega) e la lobby dei cavatori.
La giunta regionale invece di bocciare definitivamente questo “nuovo” progetto di discarica presentato dalla ditta Locatelli, che vede come unica novità solo quella di mettere uno strato di due metri di sabbia e ghiaia nella ex cava di Retorto, ha avuto il coraggio di illustrare questo “grande esempio” di tecnologia ambientale ai Comuni e dare loro 15 giorni di tempo per fare delle osservazioni! La giunta Formigoni non tiene vergogna!
Tutto quello che é stato evidenziato in questi quattro anni prova senza margine di dubbio scientifico e normativo che l’ex cava di Retorto non può diventare una discarica di materiale pericoloso come l’amianto, ma la giunta regionale lo ha superficialmente e strumentalmente ignorato per motivi politici. Questa è la prova che ESISTE di fatto un intreccio e una commistione tra affari poco chiari e politica, come abbiamo documentato in maniera precisa e circostanziata nel nostro dossier, senza mai essere smentiti.
Si sta perdendo tempo prezioso solo perché i cavatori vogliono effettuare un business di 10-15 milioni di euro a prescindere dalla sicurezza e dalla salute dei cittadini e la giunta Formigoni ne è complice.
Certamente vi è la necessità di eliminare l’amianto dall’ambiente, ma questo non significa procedere con leggerezza avendo come unico parametro la ricerca del profitto a scapito della salute di noi tutti che è un bene che non si può svendere sull’onda di un affarismo disumano e che in molti casi si presenta inquinato dalla criminalità organizzata.
Ci auguriamo che non solo i cittadini si mobilitino, ma che anche i sindaci facciano la loro parte contrastando con determinazione questo ennesimo subdolo tentativo di far passare il progetto.
Per quanto ci riguarda, sull’onda del vento nuovo che sta spirando nel paese, ci impegniamo a creare una situazione analoga a quella dei NO TAV in Val di Susa, nel caso in cui la Regione volesse approvare questo progetto contro tutte le evidenze che provano la sua pericolosità e l’irregolarità delle procedure seguite, come abbiamo dimostrato nei due precedenti comunicati . La realizzazione o meno di questa discarica a questo punto diviene un fatto di importanza nazionale che va contrastato con tutti i mezzi, intrecciando, come sempre abbiamo fatto, l’iniziativa sociale con quella delle istituzioni che ancora sono a fianco dei cittadini in questa battaglia.
Consultate sul nostro blog (http://cittadinicontroamianto.blogspot.com) i nostri due ultimi comunicati e la presentazione del nostro dossier.
Mariella Megna - Cittadini contro l’amianto (Cremona)
Giorgio Riboldi – SU LA TESTA l’altra Lombardia (Milano)
Carmine Fioretti – CUB Confederazione Unitaria di Base (Crema)
Cremona, 9 giugno 2011
Etichette:amianto,discarica,normativa
cappella cantone,
conferenza,
discarica,
eternit
mercoledì 8 giugno 2011
nuove importantissime valutazioni ed informazioni sulla discarica di Cappella Cantone





Ecco le foto che alcuni nostri collaboratori hanno scattato in data 7 giugno alle ore 14.44 che dimostrano per l’ennesima volta che nell’area dove si vuole realizzare la discarica vi è la presenza di falde acquifere affioranti come più volte da noi denunciato.
Quest’ultimo allagamento dell’area è ancora più preoccupante di quelli accaduti nel settembre 2007, febbraio 2009 e giugno 2010 poiché dimostra che si è verificato un ulteriore innalzamento della falda. Infatti dopo circa due mesi di forte siccità, in meno di sei ore di pioggia consecutiva l’area si è quasi completamente allagata.
Pubblichiamo inoltre una foto , scattata sempre il 7 giugno alla stessa ora, che documenta la presenza di un furgone bianco presso la discarica. L’autore dello scatto ha visto il conducente del furgone vicino ai piezometri. Cosa stava facendo? …Successivamente, in seguito a verifiche, abbiamo scoperto che il furgone, targato BG - DC927TW, è intestato all’arch. Oldrati, fondatore di ‘Terra Verde’, società di consulenza ambientale. Costui è il tecnico che ha sottoscritto la domanda di avvio del procedimento della realizzazione della discarica del 21 agosto 2007. Va rilevato che già in quell’occasione si può evidenziare la irricevibilità di tale domanda poiché sottoscritta solo dal suddetto arch. Andrea David Oldrati e non dal legale rappresentante della società Cavenord. Tutto ciò in contrasto con il Decreto Legislativo 152/2006 artt. 23 e 30. Quindi fin dal primo momento si registrano gravissime irregolarità procedurali che avrebbero dovuto portare all’immediato annullamento dell’iter. Facciamo osservare che il progetto di discarica, che prevede un fatturato di 10-15 milioni di euro, rientra nella tipologia delle opere a carattere di interesse pubblico e quindi si sarebbe dovuta osservare la disciplina che regola l’attribuzione degli appalti pubblici avendo superato la soglia prevista dalla normativa comunitaria, cosa che non è avvenuta. Questo è un altro elemento sostanziale per annullare tutto l’iter. Facciamo inoltre osservare che anche la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) può essere impugnabile dato che il decreto di VIA è stato rilasciato in violazione del “principio di precauzione” e della convenzione UNECE di Aarhus, concernente la tutela dello stato di salute, la sicurezza e le condizioni della vita delle persone, come peraltro abbiamo sottolineato nel nostro esposto alla Magistratura.
L’elenco delle irregolarità e delle false ed errate interpretazioni di legge si allunga sempre di più, in particolare quest’ultimo episodio del tecnico di parte che a due giorni dalla conferenza dei servizi (che avrà carattere preliminare domani e non autorizzativo) può usufruire di rilevazioni sul posto, le stesse che ai Comuni sono state negate, getta un’ulteriore ombra su questa torbida vicenda.
Mariella Megna – Cittadini contro l’amianto
Giorgio Riboldi – SU LA TESTA l’altra Lombardia
Carmine Fioretti – CUB – Confederazione Unitaria di Base
Etichette:amianto,discarica,normativa
cappella cantone,
cavenord,
discarica,
eternit,
terre verde
martedì 7 giugno 2011
Ci riprovano ancora una volta, ma la discarica di amianto di Cappella Cantone (Cremona) non si deve fare e non si fara’
Ci riprovano ancora una volta, ma la discarica di amianto di Cappella Cantone (Cremona) non si deve fare e non si fara’ perche’ fuori norma ed in contrasto con i piu’ elementari principi di sicurezza.
Occorre riprendere la mobilitazione ancora piu’ forte, diffusa e radicale di quelle precedenti.
Il 9 giugno prossimo a Milano si riunirà ancora la conferenza dei servizi per tentare per l’ennesima volta di decidere l’autorizzazione alla discarica.
Questa è una procedura anomala che rasenta l’illegalità sia perché è fuori tempo massimo rispetto all’inizio della procedura, sia perché in più istanze è già stato chiaramente detto che l’area di Cappella Cantone non solo non è idonea, ma sarebbe addirittura pericolosa perché in quel terreno le falde acquifere sono affioranti. Non è la prima volta che dopo poche ore di pioggia quella zona va sott’acqua, infatti anche oggi l’area si presenta allagata come documentano alcune foto che abbiamo fatto.
Continuano gli episodi di mancanza di trasparenza e correttezza e di rispetto delle regole.
Riassumiamo i fatti:
1. Il 17 novembre 2010 la Regione rende note che la Cavenord ha dieci giorni di tempo per presentare controdeduzioni, diversamente la discarica non si farà.
2. Alla scadenza dei dieci giorni tutti gli organi di stampa e gli Enti interessati ritengono chiusa la vicenda, poiché non viene resa pubblica la notizia dell’avvenuto deposito delle controdeduzioni
3. Solo due mesi dopo la Regione rende noto che Cavenord aveva presentato le sue controdeduzioni il 26 novembre 2010, guarda caso l’ultimo giorno utile! Le modifiche che vuole apportare Cavenord sono risibili e insostenibili. Aggiungere due metri di sabbia e ghiaia non risolve il problema dell’affioramento delle acque.
4. Alla fine di aprile 2011 scadono i termini per accogliere o meno questo progetto dei cavatori, ma la Regione decide di non decidere e continua il monitoraggio della falda che si sarebbe dovuto concludere ad agosto 2011. In realtà a sorpresa scopriamo che questo monitoraggio si concluderà prima della conferenza dei servizi del prossimo 9 giugno.
Noi sosteniamo che questa conferenza dei servizi del 9 giugno è anomala e fuori norma poiché avviene dopo i 150 giorni previsti dalla normativa (decreto legislativo n. 152 del 2006) e non può e non deve decidere nulla se non la definitiva “sepoltura” della discarica.
Ancora una volta la forzatura e il disprezzo della legislazione vigente è evidente. La giunta regionale preme per iniziare le bonifiche in vista dell’EXPO ed insiste sulla realizzazione delle discariche perché attorno ci sono evidenti interessi economici che vanno inevitabilmente ad intrecciarsi con istituzioni e con mafie economiche di varia natura. Le discariche sono l’affare del secolo.
Non vogliono neppure prendere in considerazione lo studio di ipotesi alternative di smaltimento (il trattamento delle fibre di amianto per renderle innocue e riutilizzabili). Evidentemente devono pagare un pegno ai cavatori per le promesse fatte quattro anni fa che a Cappella Cantone si sarebbe fatta comunque una discarica.
La ditta Locatelli, che ora è proprietaria di Cavenord e che vuole fare il business di svariati milioni di euro a Cappella Cantone, ha dato subappalti a ditte che poi risulteranno coinvolte in inchieste sulla n’drangheta (vedi il nostro comunicato dell’agosto 2010 http://cittadinicontroamianto.blogspot.com/2010/08/la-discarica-non-sha-da-fare-cappella.html) .
La verità è che contro le esigenze dei cittadini si sono mossi e si muovono interessi privati e pubblici che hanno come unico obiettivo la realizzazione di profitti a scapito della vita e della salute dei cittadini stessi.
Non è vero che la responsabilità della mancanza di impianti di smaltimento dell’amianto è colpa dei cittadini che non li vogliono vicino a casa, come sostiene superficialmente l’assessore regionale Belotti (Lega). Il problema reale è che si vogliono autorizzare discariche a tutti i costi in luoghi e situazioni pericolose solo perché conviene ai cavatori e ai politici ad essi vicini e non importa se tutto questo è in contrasto con la normativa e con i più evidenti principi di difesa della salute.
La nuova direttiva europea sui rifiuti (2008/98/CE del Parlamento e del Consiglio europeo) è già stata recepita dall’Italia con il decreto legislativo n. 205 del 3 dicembre 2010, ma si continua ad ignorarla.
Questa legge stabilisce criteri di priorità nella gestione dei rifiuti con lo smaltimento all’ultimo posto e dà il compito alle pubbliche amministrazioni di perseguire iniziative dirette ad utilizzare le migliori tecniche disponibili e a favorire il rispetto di questa gerarchia mediante la promozione dello sviluppo di tecniche appropriate per l’eliminazione di sostanze pericolose contenute nei rifiuti al fine di favorirne il recupero.
E’ dal 2004 (vedi il decreto n. 248 del 29 luglio 2004 ) che in Italia si potrebbe di fatto riciclare il rifiuto amianto con impianti alternativi all’interramento, ma dopo sette anni continuiamo ancora a parlare di discariche! Al vaglio della Regione ci sono cinque progetti di discarica di amianto, non solo quello di Cappella Cantone (CR) ma anche quelli di Treviglio (BG), Brescia, Travagliato (BS), Cava Manara (PV) e tutti e cinque sono fortemente osteggiati dalla popolazione perché troppo vicini ai centri abitati ed in presenza di falde acquifere affioranti. A Montichiari hanno invece autorizzato una discarica che però non è funzionante perché sotto sequestro: i gestori smaltivano illecitamente rifiuti inerti prima di avere l’autorizzazione stessa.
La Regione Lombardia tramite l’assessore Belotti , competente per l’autorizzazione degli impianti di smaltimento dell’amianto, è capace solo di mettere in campo una sistematica campagna mediatica di disinformazione e manipolazione.
Sul Corsera del 27 marzo 2011 offende i cittadini affermando che chi osteggia le discariche ha un atteggiamento masochistico preferendo l’eternit sui tetti piuttosto che accettare una discarica innocua vicino a casa.
L’instancabile assessore firma anche un opuscolo informativo sull’amianto dell’associazione Gaia in cui si afferma, senza offrire riscontri tecnico-scientifici, che il migliore metodo per lo smaltimento dell’amianto e’ la discarica e che sugli impianti di trattamento ci sono alcuni dubbi.
Ultima chicca è il convegno sull’amianto organizzato a Milano il 30 maggio 2011 dalla direzione regionale Territorio e Urbanistica, il cui assessore di riferimento è sempre Belotti. Nessuna associazione che si occupa di amianto e nessun comitato contro l’amianto è stato invitato e coinvolto tranne l’associazione Gaia notoriamente non contraria alle discariche e Legambiente. In compenso hanno invitato Risorse Future ed Ecodeco a parlare di gestione, accettabilità sul territorio e impatto ambientale di una discarica! Ricordiamo che l’ultimo progetto di Ecodeco, presentato in Regione da Risorse Future, è quello di Cava Manara : uno stoccaggio di oltre 900 mila metri cubi di rifiuti inerti e di eternit, di cui una parte nel Parco del Ticino, vicinissimi ai centri abitati in una zona che si chiama Siccomario, “ come il mare”, cioè con acque evidentemente affioranti.
Per concludere: noi ribadiamo, per l’ennesima volta, che sulla base delle intercettazioni pubblicate sulla stampa locale nei mesi scorsi e sulla base di dati certi contenuti nel nostro esposto alla Magistratura, e anche sulla base delle ultime violazioni alla normativa che abbiamo ricordato nel comunicato, quest’ultima e’ sollecitata ad intervenire.
LE DISCARICHE SONO PERICOLOSE E DEVONO ESSERE FERMATE IN TUTTO IL PAESE!
LA MOBILITAZIONE DOVRA’ ESSERE PIU’ ESTESA E PIU’ EFFICACE!
VOGLIAMO COINVOLGERE ALTRI COMITATI A LIVELLO NAZIONALE FINO AD ARRIVARE AD UNA MANIFESTAZIONE DAVANTI AL SITO CHE ACQUISTI IL CARATTERE DI PRESIDIO PERMANENTE PER IMPEDIRE L’EVENTUALE INIZIO DEI LAVORI!
Mariella Megna - Cittadini contro l’amianto
Giorgio Riboldi – SU LA TESTA l’altra Lombardia
Carmine Fioretti – CUB – Confederazione Unitaria di Base
Cremona, 7 giugno 2011
Occorre riprendere la mobilitazione ancora piu’ forte, diffusa e radicale di quelle precedenti.
Il 9 giugno prossimo a Milano si riunirà ancora la conferenza dei servizi per tentare per l’ennesima volta di decidere l’autorizzazione alla discarica.
Questa è una procedura anomala che rasenta l’illegalità sia perché è fuori tempo massimo rispetto all’inizio della procedura, sia perché in più istanze è già stato chiaramente detto che l’area di Cappella Cantone non solo non è idonea, ma sarebbe addirittura pericolosa perché in quel terreno le falde acquifere sono affioranti. Non è la prima volta che dopo poche ore di pioggia quella zona va sott’acqua, infatti anche oggi l’area si presenta allagata come documentano alcune foto che abbiamo fatto.
Continuano gli episodi di mancanza di trasparenza e correttezza e di rispetto delle regole.
Riassumiamo i fatti:
1. Il 17 novembre 2010 la Regione rende note che la Cavenord ha dieci giorni di tempo per presentare controdeduzioni, diversamente la discarica non si farà.
2. Alla scadenza dei dieci giorni tutti gli organi di stampa e gli Enti interessati ritengono chiusa la vicenda, poiché non viene resa pubblica la notizia dell’avvenuto deposito delle controdeduzioni
3. Solo due mesi dopo la Regione rende noto che Cavenord aveva presentato le sue controdeduzioni il 26 novembre 2010, guarda caso l’ultimo giorno utile! Le modifiche che vuole apportare Cavenord sono risibili e insostenibili. Aggiungere due metri di sabbia e ghiaia non risolve il problema dell’affioramento delle acque.
4. Alla fine di aprile 2011 scadono i termini per accogliere o meno questo progetto dei cavatori, ma la Regione decide di non decidere e continua il monitoraggio della falda che si sarebbe dovuto concludere ad agosto 2011. In realtà a sorpresa scopriamo che questo monitoraggio si concluderà prima della conferenza dei servizi del prossimo 9 giugno.
Noi sosteniamo che questa conferenza dei servizi del 9 giugno è anomala e fuori norma poiché avviene dopo i 150 giorni previsti dalla normativa (decreto legislativo n. 152 del 2006) e non può e non deve decidere nulla se non la definitiva “sepoltura” della discarica.
Ancora una volta la forzatura e il disprezzo della legislazione vigente è evidente. La giunta regionale preme per iniziare le bonifiche in vista dell’EXPO ed insiste sulla realizzazione delle discariche perché attorno ci sono evidenti interessi economici che vanno inevitabilmente ad intrecciarsi con istituzioni e con mafie economiche di varia natura. Le discariche sono l’affare del secolo.
Non vogliono neppure prendere in considerazione lo studio di ipotesi alternative di smaltimento (il trattamento delle fibre di amianto per renderle innocue e riutilizzabili). Evidentemente devono pagare un pegno ai cavatori per le promesse fatte quattro anni fa che a Cappella Cantone si sarebbe fatta comunque una discarica.
La ditta Locatelli, che ora è proprietaria di Cavenord e che vuole fare il business di svariati milioni di euro a Cappella Cantone, ha dato subappalti a ditte che poi risulteranno coinvolte in inchieste sulla n’drangheta (vedi il nostro comunicato dell’agosto 2010 http://cittadinicontroamianto.blogspot.com/2010/08/la-discarica-non-sha-da-fare-cappella.html) .
La verità è che contro le esigenze dei cittadini si sono mossi e si muovono interessi privati e pubblici che hanno come unico obiettivo la realizzazione di profitti a scapito della vita e della salute dei cittadini stessi.
Non è vero che la responsabilità della mancanza di impianti di smaltimento dell’amianto è colpa dei cittadini che non li vogliono vicino a casa, come sostiene superficialmente l’assessore regionale Belotti (Lega). Il problema reale è che si vogliono autorizzare discariche a tutti i costi in luoghi e situazioni pericolose solo perché conviene ai cavatori e ai politici ad essi vicini e non importa se tutto questo è in contrasto con la normativa e con i più evidenti principi di difesa della salute.
La nuova direttiva europea sui rifiuti (2008/98/CE del Parlamento e del Consiglio europeo) è già stata recepita dall’Italia con il decreto legislativo n. 205 del 3 dicembre 2010, ma si continua ad ignorarla.
Questa legge stabilisce criteri di priorità nella gestione dei rifiuti con lo smaltimento all’ultimo posto e dà il compito alle pubbliche amministrazioni di perseguire iniziative dirette ad utilizzare le migliori tecniche disponibili e a favorire il rispetto di questa gerarchia mediante la promozione dello sviluppo di tecniche appropriate per l’eliminazione di sostanze pericolose contenute nei rifiuti al fine di favorirne il recupero.
E’ dal 2004 (vedi il decreto n. 248 del 29 luglio 2004 ) che in Italia si potrebbe di fatto riciclare il rifiuto amianto con impianti alternativi all’interramento, ma dopo sette anni continuiamo ancora a parlare di discariche! Al vaglio della Regione ci sono cinque progetti di discarica di amianto, non solo quello di Cappella Cantone (CR) ma anche quelli di Treviglio (BG), Brescia, Travagliato (BS), Cava Manara (PV) e tutti e cinque sono fortemente osteggiati dalla popolazione perché troppo vicini ai centri abitati ed in presenza di falde acquifere affioranti. A Montichiari hanno invece autorizzato una discarica che però non è funzionante perché sotto sequestro: i gestori smaltivano illecitamente rifiuti inerti prima di avere l’autorizzazione stessa.
La Regione Lombardia tramite l’assessore Belotti , competente per l’autorizzazione degli impianti di smaltimento dell’amianto, è capace solo di mettere in campo una sistematica campagna mediatica di disinformazione e manipolazione.
Sul Corsera del 27 marzo 2011 offende i cittadini affermando che chi osteggia le discariche ha un atteggiamento masochistico preferendo l’eternit sui tetti piuttosto che accettare una discarica innocua vicino a casa.
L’instancabile assessore firma anche un opuscolo informativo sull’amianto dell’associazione Gaia in cui si afferma, senza offrire riscontri tecnico-scientifici, che il migliore metodo per lo smaltimento dell’amianto e’ la discarica e che sugli impianti di trattamento ci sono alcuni dubbi.
Ultima chicca è il convegno sull’amianto organizzato a Milano il 30 maggio 2011 dalla direzione regionale Territorio e Urbanistica, il cui assessore di riferimento è sempre Belotti. Nessuna associazione che si occupa di amianto e nessun comitato contro l’amianto è stato invitato e coinvolto tranne l’associazione Gaia notoriamente non contraria alle discariche e Legambiente. In compenso hanno invitato Risorse Future ed Ecodeco a parlare di gestione, accettabilità sul territorio e impatto ambientale di una discarica! Ricordiamo che l’ultimo progetto di Ecodeco, presentato in Regione da Risorse Future, è quello di Cava Manara : uno stoccaggio di oltre 900 mila metri cubi di rifiuti inerti e di eternit, di cui una parte nel Parco del Ticino, vicinissimi ai centri abitati in una zona che si chiama Siccomario, “ come il mare”, cioè con acque evidentemente affioranti.
Per concludere: noi ribadiamo, per l’ennesima volta, che sulla base delle intercettazioni pubblicate sulla stampa locale nei mesi scorsi e sulla base di dati certi contenuti nel nostro esposto alla Magistratura, e anche sulla base delle ultime violazioni alla normativa che abbiamo ricordato nel comunicato, quest’ultima e’ sollecitata ad intervenire.
LE DISCARICHE SONO PERICOLOSE E DEVONO ESSERE FERMATE IN TUTTO IL PAESE!
LA MOBILITAZIONE DOVRA’ ESSERE PIU’ ESTESA E PIU’ EFFICACE!
VOGLIAMO COINVOLGERE ALTRI COMITATI A LIVELLO NAZIONALE FINO AD ARRIVARE AD UNA MANIFESTAZIONE DAVANTI AL SITO CHE ACQUISTI IL CARATTERE DI PRESIDIO PERMANENTE PER IMPEDIRE L’EVENTUALE INIZIO DEI LAVORI!
Mariella Megna - Cittadini contro l’amianto
Giorgio Riboldi – SU LA TESTA l’altra Lombardia
Carmine Fioretti – CUB – Confederazione Unitaria di Base
Cremona, 7 giugno 2011
Etichette:amianto,discarica,normativa
cappella cantone,
discarica,
eternit,
n'drangheta
Iscriviti a:
Post (Atom)