La decisione del TAR di non bloccare l’autorizzazione della discarica è grave e preoccupante sia se le motivazioni saranno di merito, sia se solo di procedura.
Comunque la partita non è chiusa sia perché l’autorizzazione dovrà passare per la prossima conferenza dei servizi, ma soprattutto perché, a questo punto, dovranno entrare in scena i diretti interessati, cioè i cittadini della zona.
Per quanto ci riguarda la questione non sposta di una virgola il problema e si confermano le nostre ragioni di opposizione ad una discarica pericolosa e rispondente solo agli interessi dei cavatori.
Rassicuriamo che, comunque, questa sentenza non sta a significare che la discarica si farà, è stato solo un ulteriore passaggio per bloccare e ritardare la realizzazione della discarica stessa.
L’esito di questa sentenza fa emergere ancora più chiaramente l’ambiguità e il doppiogiochismo di Salini, della giunta provinciale e della Lega i quali, a soli dieci giorni di distanza da questa sentenza, si sono sentiti in dovere di mettere in discussione la bontà del progetto della discarica. Noi alle loro parole non avevamo mai creduto e l’avevamo denunciato nel precedente comunicato. Ricordiamo, inoltre, che anche l’assessore regionale al territorio Belotti, della Lega, è da sempre favorevole alle discariche di amianto.
Alla prossima conferenza dei servizi Salini ha l’occasione di dire no a questo progetto pericoloso per la salute dei cittadini. In caso contrario si smaschererà e dovrà trarne le conseguenze sul piano politico.
Ora la parola dovrà passare nettamente ai cittadini e confermiamo la proposta a tutte le forze interessate di organizzare con noi un referendum, fra gli abitanti della zona, indipendentemente dalla volontà delle istituzioni.
Abbiamo anche intenzione di preparare subito dopo l’estate una mobilitazione estesa ad altre realtà di lotta a livello nazionale.
La discarica non si farà! Faremo come i NO TAV!
Mariella Megna – Cittadini contro l’amianto
Giorgio Riboldi – SU LA TESTA l’altra Lombardia
Carmine Fioretti – CUB Confederazione Unitaria di Base
venerdì 29 luglio 2011
discarica di amianto di Cappella Cantone: la sentenza del TAR non chiude la partita. Se ne apre una nuova.
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sabato 23 luglio 2011
le fuorvianti affermazioni del direttore dell'ARPA e le strumentali conclusioni dell'ultimo consiglio provinciale, ovvero IL GIOCO DELLE PARTI
Inaccettabili e fuorvianti sono le dichiarazioni del direttore dell'ARPA di Cremona che continua a ragionare sulla base di rilevazioni che vengono effettuate incredibilmente in modo virtuale, cioè calibrando i piezometri (strumento di rilevazione del livello delle falde acquifere ) come se già fossero stati versati i 2 metri di sabbia e ghiaia aggiuntivi nella ex cava di Retorto. Tutto ciò è ridicolo e farsesco: si vorrebbero prendere decisioni sulla base di ipotesi e non su dati fondati sulla realtà.
Tutto ciò non sa di tecnico, ma solo di politico. Anche l'ARPA avalla una provocatoria e ridicola proposta di Cavenord, ora di proprietà della Locatelli, che per ovviare all’emersione della falda acquifera propone di versare due metri di sabbia e ghiaia nella ex-cava per renderla agibile ed adattarla a deposito di amianto. Questa è un’ipotesi che se non fosse criminale, come è stato ampiamente dimostrato da esperti come il prof. Gualtieri e il dott. Plescia, risulterebbe ridicola: infatti, non solo gli esperti, ma anche i comuni cittadini sanno che la sabbia è materiale drenante e quindi non servirebbe assolutamente a nulla.
Questa dichiarazione del direttore dell'ARPA va ad aggiungersi alle decisioni assunte a maggioranza dal consiglio provinciale del 19 luglio che sono, da un lato, insufficienti ed attendiste e dall'altro vogliono ridimensionare e negare la sostanza delle dichiarazioni del presidente della provincia di Cremona.
Le conclusioni del consiglio provinciale hanno confermato quanto noi pensavamo dopo l'intervista di Salini: ci sembra che sia in atto un chiaro gioco delle parti che va smascherato, perché altrimenti si prendono in giro ancora una volta i cittadini.
Le cose devono essere chiare: o Salini e la giunta dicono chiaramente che la discarica non si deve fare e quindi vanno alla prossima conferenza dei servizi sostenendo questa posizione, oppure si tratta solo di chiacchiere propagandistiche e si è autorizzati a pensare che si stia sostenendo un ignobile gioco delle parti alla faccia della popolazione. Per essere chiari: Salini, la Lega e la giunta fingono di opporsi per fare bella figura sul territorio dopo tre anni di figuracce e di silenzi, sapendo che la giunta regionale e i cavatori hanno già raggiunto un accordo per realizzare la discarica.
Comunque la giunta provinciale non può farsi condizionare da un Borghetti qualsiasi, che dalle sue dichiarazioni risulta palesemente ignorare le più elementari nozioni rispetto alla problematica amianto.
A prescindere dall'esito dei ricorsi al TAR, se le posizioni di Salini sono reali e coerenti non si dovrà comunque dare l'autorizzazione alla discarica perché la giunta regionale non potrà prescindere da tutte le prese di posizione e argomentazioni contro la realizzazione della stessa.
Per amore di chiarezza ricordiamo che in questi tre anni in tutti i passaggi burocratici Salini e il sindaco di Cappella Cantone sono stati gli unici ad avere sempre espresso parere favorevole alla discarica e di queste giravolte politiche dovranno risponderne ai cittadini.
Continueremo a vigilare perché conosciamo bene le giunte di centro-destra provinciale e regionale e gli interessi che ci stanno dietro e non ci fidiamo delle loro dichiarazioni finché non si dirà il NO definitivo a questa discarica pericolosa per la salute dei cittadini.
Mariella Megna – Cittadini contro l'amianto
Giorgio Riboldi -SU LA TESTA l'altra Lombardia
Carmine Fioretti – CUB Confederazione Unitaria di Base
Cremona, 23 luglio 2011
Tutto ciò non sa di tecnico, ma solo di politico. Anche l'ARPA avalla una provocatoria e ridicola proposta di Cavenord, ora di proprietà della Locatelli, che per ovviare all’emersione della falda acquifera propone di versare due metri di sabbia e ghiaia nella ex-cava per renderla agibile ed adattarla a deposito di amianto. Questa è un’ipotesi che se non fosse criminale, come è stato ampiamente dimostrato da esperti come il prof. Gualtieri e il dott. Plescia, risulterebbe ridicola: infatti, non solo gli esperti, ma anche i comuni cittadini sanno che la sabbia è materiale drenante e quindi non servirebbe assolutamente a nulla.
Questa dichiarazione del direttore dell'ARPA va ad aggiungersi alle decisioni assunte a maggioranza dal consiglio provinciale del 19 luglio che sono, da un lato, insufficienti ed attendiste e dall'altro vogliono ridimensionare e negare la sostanza delle dichiarazioni del presidente della provincia di Cremona.
Le conclusioni del consiglio provinciale hanno confermato quanto noi pensavamo dopo l'intervista di Salini: ci sembra che sia in atto un chiaro gioco delle parti che va smascherato, perché altrimenti si prendono in giro ancora una volta i cittadini.
Le cose devono essere chiare: o Salini e la giunta dicono chiaramente che la discarica non si deve fare e quindi vanno alla prossima conferenza dei servizi sostenendo questa posizione, oppure si tratta solo di chiacchiere propagandistiche e si è autorizzati a pensare che si stia sostenendo un ignobile gioco delle parti alla faccia della popolazione. Per essere chiari: Salini, la Lega e la giunta fingono di opporsi per fare bella figura sul territorio dopo tre anni di figuracce e di silenzi, sapendo che la giunta regionale e i cavatori hanno già raggiunto un accordo per realizzare la discarica.
Comunque la giunta provinciale non può farsi condizionare da un Borghetti qualsiasi, che dalle sue dichiarazioni risulta palesemente ignorare le più elementari nozioni rispetto alla problematica amianto.
A prescindere dall'esito dei ricorsi al TAR, se le posizioni di Salini sono reali e coerenti non si dovrà comunque dare l'autorizzazione alla discarica perché la giunta regionale non potrà prescindere da tutte le prese di posizione e argomentazioni contro la realizzazione della stessa.
Per amore di chiarezza ricordiamo che in questi tre anni in tutti i passaggi burocratici Salini e il sindaco di Cappella Cantone sono stati gli unici ad avere sempre espresso parere favorevole alla discarica e di queste giravolte politiche dovranno risponderne ai cittadini.
Continueremo a vigilare perché conosciamo bene le giunte di centro-destra provinciale e regionale e gli interessi che ci stanno dietro e non ci fidiamo delle loro dichiarazioni finché non si dirà il NO definitivo a questa discarica pericolosa per la salute dei cittadini.
Mariella Megna – Cittadini contro l'amianto
Giorgio Riboldi -SU LA TESTA l'altra Lombardia
Carmine Fioretti – CUB Confederazione Unitaria di Base
Cremona, 23 luglio 2011
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sabato 16 luglio 2011
la discarica di Cappella Cantone non si farà. Le dichiarazioni di Salini al quotidiano La Provincia:un successo politico di Cittadini contro l'amianto
La discarica di Cappella Cantone non si farà. Le dichiarazioni di Salini al quotidiano La Provincia: un successo politico di Cittadini contro l'amianto. Cinque domande al presidente della Provincia di Cremona
Le dichiarazioni del presidente della Provincia di Cremona, seppur tardive, danno ragione alla battaglia che da oltre tre anni la nostra associazione, insieme ad altri organismi, sta conducendo contro la discarica di Cappella Cantne e contro tutte le discariche di amianto che sono pericolose e devastanti per la salute dei cittadini. Alcune domande vanno poste, però, a Salini:
1. perché si muove solo ora? Quali sono stati gli elementi che lo hanno spinto proprio ora a prendere una netta posizione contro la discarica di Retorto?
2. perché la sua Giunta ha più volte approvato atti che andavano nel senso di favorire o, quantomeno, di non ostacolare la realizzazione della discarica? E tali atti non erano affatto dovuti. Ricordiamo che poteva dare parere negativo come per il progetto di Cingia de' Botti e l'iter di sarebbe interrotto prima del decreto di VIA (valutazione di impatto ambientale) con un notevole risparmio di danaro e di energia.
3. come mai é così solerte solo ora a trovare siti alternativi insieme a Rossoni (assessore regionale) il quale, ricordiamo, continuava a ribadire che si sarebbero dovute pagare penali ai cavatori nel caso non si fosse realizzata la discarica a Cappella Cantone. Forse che la realizzazione del nostro dossier sull'argomento e il nostro esposto alla Magistratura con allegato lo stesso dossier non li abbia convinti a riflettere?
4. perché solo ora si accorge che esistono metodi alternativi alle discariche per smaltire l'amianto, quando noi per primi organizzammo ben tre convegni sui metodi alternativi (a Soresina, a San Daniele Po e a San Bassano) agli ultimi due dei quali Salini non partecipò pur essendo stato da noi invitato?
5. perché solo ora svela che lui e l'assessore Pinotti fecero presente in Regione che alcune cose del progetto Cavenord non andavano bene e che anzi il progetto li preoccupava molto? Perché non ritennero opportuno informare prima la cittadinanza di queste preoccupazioni, facendo un atto dovuto di democrazia?
A questo punto siamo curiosi di vedere se ci saranno atti coerenti e conseguenti alle dichiarazioni di Salini alla stampa, prima della conferenza dei servizi convocata precipitosamente dalla Regione in una data insolita.
Per quanto ci riguarda noi continueremo la nostra battaglia per impedire la realizzazione della discarica a Cappella Cantone e in qualunque altro sito in provincia di Cremona, Lombardia e in tutta Italia. Noi siamo per la moratoria delle autorizzazioni in corso in Lombardia e per rivedere tutto il sistema di programmazione e pianificazione dello smaltimento dell'amianto. Comunque, se la discarica a Cappella Cantone non si farà questo é da ascriversi alla campagna di denuncia, mobilitazione e sensibilizzazione che noi abbiamo portato avanti in questi anni e non certo alle tardive e strumentali dichiarazioni di Salini e di altri partiti, istituzioni e organismi che solo ora si sono accorti che il progetto di Cappella Cantone é pericoloso.
Ricordiamo che chi volesse ripercorrere tutte le fasi di questa storia può richiederci il nostro dossier contenente tutti gli atti e le dichiarazioni dei soggetti coinvolti. Sarà impossibile smentirci, noi non dimentichiamo nulla.
d.ssa Mariella Megna - Cittadini contro l'amianto
Cremona, 16 luglio 2011
***********************************************************
richiedi il nostro dossier sullo smaltimento dell'amianto
scrivi a nodiscaricadiamianto@yahoo.it
telefona a: 3389875898
Le dichiarazioni del presidente della Provincia di Cremona, seppur tardive, danno ragione alla battaglia che da oltre tre anni la nostra associazione, insieme ad altri organismi, sta conducendo contro la discarica di Cappella Cantne e contro tutte le discariche di amianto che sono pericolose e devastanti per la salute dei cittadini. Alcune domande vanno poste, però, a Salini:
1. perché si muove solo ora? Quali sono stati gli elementi che lo hanno spinto proprio ora a prendere una netta posizione contro la discarica di Retorto?
2. perché la sua Giunta ha più volte approvato atti che andavano nel senso di favorire o, quantomeno, di non ostacolare la realizzazione della discarica? E tali atti non erano affatto dovuti. Ricordiamo che poteva dare parere negativo come per il progetto di Cingia de' Botti e l'iter di sarebbe interrotto prima del decreto di VIA (valutazione di impatto ambientale) con un notevole risparmio di danaro e di energia.
3. come mai é così solerte solo ora a trovare siti alternativi insieme a Rossoni (assessore regionale) il quale, ricordiamo, continuava a ribadire che si sarebbero dovute pagare penali ai cavatori nel caso non si fosse realizzata la discarica a Cappella Cantone. Forse che la realizzazione del nostro dossier sull'argomento e il nostro esposto alla Magistratura con allegato lo stesso dossier non li abbia convinti a riflettere?
4. perché solo ora si accorge che esistono metodi alternativi alle discariche per smaltire l'amianto, quando noi per primi organizzammo ben tre convegni sui metodi alternativi (a Soresina, a San Daniele Po e a San Bassano) agli ultimi due dei quali Salini non partecipò pur essendo stato da noi invitato?
5. perché solo ora svela che lui e l'assessore Pinotti fecero presente in Regione che alcune cose del progetto Cavenord non andavano bene e che anzi il progetto li preoccupava molto? Perché non ritennero opportuno informare prima la cittadinanza di queste preoccupazioni, facendo un atto dovuto di democrazia?
A questo punto siamo curiosi di vedere se ci saranno atti coerenti e conseguenti alle dichiarazioni di Salini alla stampa, prima della conferenza dei servizi convocata precipitosamente dalla Regione in una data insolita.
Per quanto ci riguarda noi continueremo la nostra battaglia per impedire la realizzazione della discarica a Cappella Cantone e in qualunque altro sito in provincia di Cremona, Lombardia e in tutta Italia. Noi siamo per la moratoria delle autorizzazioni in corso in Lombardia e per rivedere tutto il sistema di programmazione e pianificazione dello smaltimento dell'amianto. Comunque, se la discarica a Cappella Cantone non si farà questo é da ascriversi alla campagna di denuncia, mobilitazione e sensibilizzazione che noi abbiamo portato avanti in questi anni e non certo alle tardive e strumentali dichiarazioni di Salini e di altri partiti, istituzioni e organismi che solo ora si sono accorti che il progetto di Cappella Cantone é pericoloso.
Ricordiamo che chi volesse ripercorrere tutte le fasi di questa storia può richiederci il nostro dossier contenente tutti gli atti e le dichiarazioni dei soggetti coinvolti. Sarà impossibile smentirci, noi non dimentichiamo nulla.
d.ssa Mariella Megna - Cittadini contro l'amianto
Cremona, 16 luglio 2011
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