mercoledì 30 novembre 2011

la discarica di amianto di Cappella Cantone non si farà più! Arrestato il titolare della Locatelli

Sequestrata la discarica di amianto di Cappella Cantone (CR). Verità e giustizia, questo chiedevamo, questo abbiamo ottenuto. La nostra tenacia e la nostra determinazione hanno vinto. Ricordiamo che domani 1 dicembre a Cremona presso il CISVOL via S. Bernardo, 2 alle ore 17.30 faremo una conferenza stampa in cui oltre a presentare l’iniziativa del 20 dicembre a Bruxelles affronteremo in modo più approfondito alcuni aspetti di queste ultime vicende.

L’ex cava Retorto di Cappella Cantone (Cr), che la Regione Lombardia aveva da poco autorizzato ad essere adibita a discarica di rifiuti di amianto, è stata messa sotto sequestro nell’ambito di un’indagine che sapevamo era in corso da tempo e che ha portato all’arresto, tra gli altri, del vicepresidente del Consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani (PdL) e di Giuseppe Rotondaro, coordinatore degli staff della direzione generale dell’ARPA Lombardia con l’accusa di traffico di rifiuti illeciti e corruzione. Altri clamorosi sviluppi si attendono nelle prossime ore e potrebbero essere coinvolti altri politici anche locali. Tra gli arrestati pare ci sia anche l’imprenditore marito dell’ex ministro Gelmini. Dalle ultime notizie apprendiamo che è stato arrestato anche il titolare della Locatelli, azienda che noi per primi e da tempo abbiamo indicato come pericolosamente infiltrabile dalla malavita organizzata. Ricordiamo che la Locatelli ha sede a Bergamo e aveva rilevato il 100% delle quote associative della Cavenord, intestataria della domanda di autorizzazione della discarica di amianto di Cappella Cantone. Pare che il titolare della Locatelli pagasse tangenti persino ai proprietari dei terreni limitrofi all’ex cava Retorto perché riducessero l’irrigazione dei campi, in modo da tenere bassa la falda acquifera. (vedi il nostro comunicato dettagliato in http://cittadinicontroamianto.blogspot.com/2010/08/la-discarica-non-sha-da-fare-cappella.html)



Abbiamo sempre denunciato l’intreccio tra malaffare e politica nella nostra battaglia contro la discarica in questi quattro anni, lo abbiamo sostenuto nell’esposto che abbiamo presentato alla Procura di Cremona nel 2009, lo abbiamo ribadito agli inquirenti che ci hanno ascoltato e con cui abbiamo collaborato.

Non ci siamo mai rassegnati, abbiamo continuato a combattere con ogni mezzo e ora abbiamo raggiunto un importante risultato nonostante che avevamo come avversari non solo i pochi favorevoli alla discarica, ma anche coloro i quali diffondevano a piene mani, fino a ieri, rassegnazione e sfiducia per rendere ininfluente la nostra battaglia, oltre all’assessore regionale alla partita, Daniele Belotti (Lega), che voleva tapparci la bocca con una querela per diffamazione, perché avevamo denunciato pericoli di infiltrazione della n’drangheta.

La battaglia contro il malaffare e l’intreccio politica-n’drangheta per noi non è affatto conclusa e continuerà finché non sarà fatta giustizia a tutti i livelli e finché non avremo ottenuto la moratoria degli iter autorizzativi di tutte le discariche di amianto e l’annullamento delle autorizzazioni già concesse. Noi vogliamo che lo smaltimento dell’amianto sia pianificato e programmato insieme ai cittadini delle aree interessate e che non sia più fonte di profitti più o meno leciti. Questo sarà possibile solo quando avremo la garanzia che i controlli ambientali non siano più fatti dall’ARPA che è un’emanazione diretta della giunta della Regione Lombardia, ma da un organismo terzo, indipendente dai partiti.

Le nostre posizioni saranno ribadite a Bruxelles il prossimo 20 dicembre quando presenteremo la nostra petizione al Parlamento Europeo in occasione della consegna delle migliaia di firme che abbiamo raccolto in questo ultimo mese contro la discarica di amianto di Cappella Cantone (CR).

Per comprendere ancor meglio la vicenda di Cappella Cantone ricordiamo brevemente ruoli e funzioni svolti in questi ultimi 15 anni da Franco Nicoli Cristiani e da Giuseppe Rotondaro.

Franco Nicoli Cristiani è stato assessore regionale in Lombardia all’ambiente e poi al commercio, consigliere regionale dal 1995. E’ stato condannato in appello per abuso di ufficio nell’inchiesta della discarica di Cerro Maggiore, poi scagionato nel 2008 in Cassazione per insussistenza del fatto. Quando è in pieno svolgimento la vicenda della discarica di Cappella Cantone, il 13 gennaio 2009 diventa vice coordinatore regionale e responsabile della macroarea di Bergamo-Brescia-Mantova-Cremona per il PdL.

Giuseppe Rotondaro, geologo, è stato sempre all’interno di strutture regionali della Lombardia che si occupavano di ambiente. Dal 1997 è dirigente dell’ufficio e poi del servizio Protezione Ambientale e Sicurezza Industriale della Direzione Generale Tutela Ambientale della Regione Lombardia e dal 2001 direttore generale vicario di questa stessa direzione generale. Dal 2008 è direttore centrale dell’ARPA Lombardia e poi coordinatore delle funzioni di staff della direzione generale dell’ARPA Lombardia. In base alla nuova normativa regionale le nomine dei vertici dell’ARPA sono fatte direttamente dalla Giunta regionale e non c’è più il passaggio in Consiglio.

Ricordiamo di seguito i punti oscuri della vicenda che da sempre abbiamo denunciato nel nostro dossier, nei nostri comunicati e nei nostri volantini distribuiti a migliaia nei numerosi presidi di questi anni e nei nostri banchetti di questo ultimo mese per raccogliere le firme per la petizione al Parlamento Europeo. E ricordiamo anche che la ditta che voleva gestire la discarica, la Locatelli, aveva dato in passato lavori in subappalto a ditte risultate poi infiltrate dalla n’drangheta (vedi il nostro comunicato dettagliato in http://cittadinicontroamianto.blogspot.com/2010/08/la-discarica-non-sha-da-fare-cappella.html)



Cronaca di un disastro annunciato. Fatti e misfatti della storia della discarica di amianto di Cappella Cantone (Cremona)



Antefatto

Nel novembre 2005 la ditta Seraco presenta in comune di Cappella Cantone la richiesta relativa alla discarica di amianto, ma l’Opera Pia Robbiani, proprietaria del terreno si oppone alla vendita

I14 giugno 2007 Cavenord, che intanto ha acquistato la Seraco, firma un contratto di acquisto con un privato per il terreno adiacente a quello della Fondazione Pia Robbiani per 2 milioni e mezzo di euro, circa sei volte il valore di mercato e il 21 agosto fa domanda alla Regione Lombardia per realizzare la discarica in località Cascina Retorto



La strana storia del piano rifiuti

Nell’ottobre 2007 il Piano rifiuti della provincia di Cremona viene inviato in Regione. Non prevede discariche di amianto ma impone un vincolo di 5 km tra impianti di discarica. La Regione impone la cancellazione di questo vincolo (può avere qualche attinenza che tra il progetto di discarica di amianto nella ex cava Retorto e la discarica chiusa di rifiuti solidi urbani di Corte Madama ci sono solo 500 metri di distanza?). Questo è un fatto curioso perché è la stessa normativa regionale che lo prescrive! Nelle linee guida che la Regione Lombardia dà alle Province per la predisposizione dei piani rifiuti, pubblicate sul BURL il 15 febbraio 2008, vi è l’indicazione di stabilire alcuni limiti da rispettare nella localizzazione di nuovi impianti a discarica, in particolare una distanza minima dagli impianti già in esercizio esauriti o da bonificare. Vi è anche una specifica circolare del 6 agosto 2007 di Raffaele Tiscar, direttore generale Reti e servizi pubblica utilità e sviluppo sostenibile della Regione Lombardia, in cui invita le Province a prevedere nei loro Piani distanze minime fra discariche, esaurite o da bonificare.



Le delibere mai scritte o scritte “ad hoc”

Nel settembre 2009 la commissione ambiente regionale approva i criteri da applicare nella localizzazione dei siti che dovranno ospitare le discariche per rifiuti speciali. Il limite minimo di profondità della falda é fissato a 5 metri . Ma la commissione é solo consultiva, l’assessore competente per l’autorizzazione della discarica ignora questi criteri e l’argomento non verrà neppure trattato dal consiglio regionale (eh già, la falda nell’ex cava Retorto è a 50 centimetri!).

Avevamo sperato che il progetto della discarica di amianto si fermasse perché vi erano delle incongruenze con il piano cave. Ma ecco che arriva una nuova delibera, n.1594 del 20/11/2010, con cui la Giunta regionale, di fatto, esautora la provincia sul piano cave, esercitando un atto di indirizzo verso quest’ultima su argomenti di competenza delle singole provincie. E’ stata approvata in corso d’opera, pensando di creare un nuovo quadro normativo senza più ostacoli per la realizzazione della discarica, anzi delle discariche, nelle ex-cave. Traducendo: per coprire atti esplicitamente fuori dalle norme, si approvano delibere per annullare la illegalità!

La ‘fantasia al potere’. Il caso dell’ARPA di Cremona

A metà novembre dell’anno scorso tutti noi, quelli contrari alla discarica di amianto di Cappella Cantone, avevamo cantato vittoria. Le misurazioni dell’altezza della falda acquifera fatte dall’ARPA di Cremona avevano stabilito che non venivano rispettati i famosi due metri di altezza fra il fondo della discarica e la falda per cui la Regione Lombardia aveva scritto a Cavenord che se non modificava il suo progetto entro dieci giorni questo sarebbe stato respinto. Evviva! Passano dieci giorni, passa un mese, due mesi. Tutto tace. Si scopre poi, PER CASO, solo perché un sindaco ha sollecitato la Regione, che sono state presentate in tempo utile (?) le modifiche, che queste consistono nell’aggiungere uno strato di m 1,40 di materiale isolante e che l’ARPA prosegue tranquillamente le misurazioni della falda “facendo finta” che esista questo strato aggiuntivo di terreno. Domanda alla giunta: perché non è stato subito reso noto che le modifiche erano state presentate? La normativa sulla trasparenza lo prevede.

Che esistano falde affioranti in quella zona lo sanno tutti senza scomodare i tecnici. Basta un semplice temporale per allagare l’ex cava Retorto e i torrenti e le rogge della zona facilmente esondano. Lo abbiamo documentato con foto più di una volta, nel settembre 2007 e nel febbraio 2009. Nel giugno 2010 si è verificato addirittura un ulteriore innalzamento della falda. Infatti dopo circa due mesi di forte siccità, in meno di sei ore di pioggia consecutiva l’area si è quasi completamente allagata. Ma per i tecnici dell’ARPA non è un problema, anzi per il dirigente dell’ARPA di Cremona che, guarda caso, è anche consigliere comunale di Cremona per il PdL, lo stesso partito di Formigoni, Rossoni ecc..

Il comportamento “schizofrenico” della giunta provinciale di Salini

Nel corso dei procedimenti per la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) la giunta Salini (PdL-Lega) esprime parere negativo al progetto di discarica di amianto di Cingia de’ Botti e positivo per quella di Cappella Cantone. Le sue motivazioni per respingere il progetto di Cingia de’ Botti: presenza di acqua effimera superficiale, situazione viabilistica (Strada statale Giuseppina) critica in termini di incidentalità, zona inserita nel piano faunistico e venatorio come zona di ripopolamento e cattura, presenza di aree circostanti individuate come DOP e IGP, sono in previsione due grandi progetti (un insediamento industriale e un circuito auto motociclistico).

Il sito di Cingia de Botti respinto e il sito di Cappella Cantone approvato dalla medesima giunta? Eppure a Cappella Cantone vi è un’ instabilità idrogeologica ben più grave di quella paventata a Cingia de’ Botti e vi è anche la presenza di fontanili; la situazione viabilistica è critica (strada statale Paullese), nelle vicinanze vi sono due stabilimenti agro-alimentari tra i più importanti in Italia, a 500 metri vi è una discarica di rifiuti solidi urbani in fase di post chiusura.

Da notare che il peso della giunta provinciale in un procedimento di autorizzazione ambientale è notevole e, difatti, la Regione respinge, giustamente, il progetto di Cingia de’ Botti e approva quello di Cappella Cantone.



Tadi, sindaco di Cappella Cantone, un uomo per tutte le stagioni.

Il sindaco Tadi, fino ad un certo punto, si è sempre dichiarato pubblicamente contro la discarica ma si è guardato bene, soprattutto prima delle scorse elezioni amministrative del giugno 2009, di rendere noto che già il 18 maggio 2009 aveva inviato agli uffici regionali della valutazione di impatto ambientale il suo parere tecnico non escludente con prescrizioni. E ancora: il comune di Cappella Cantone ha stipulato una convenzione con Cavenord nell’agosto 2009, molto prima che fossero rilasciate le autorizzazioni. Tadi sostiene che questo atto è stato firmato per il bene della sua comunità, peccato che non lo ha dichiarato subito, quando ancora gli altri sindaci lo ritenevano contro la discarica, ma solo quando il fatto è stato reso noto sulla stampa locale.



Cittadini contro l’amianto

d.ssa Mariella Megna

Giorgio Riboldi

Cremona, 30 novembre 2011

domenica 27 novembre 2011

Campagna di sostegno, adesione e finanziamento 2012

L’associazione “Cittadini contro l’amianto” della provincia di Cremona opera dal 2008, quando si è posta in evidenza drammatica l’intenzione di realizzare a Cappella Cantone (nell’ex Cava Retorto) una megadiscarica di amianto in un'area destinate ad uso agricolo, adiacente ad abitati urbani ed in prossimità di falde acquifere affioranti.

Abbiamo svolto un’attività capillare di informazione sul pericolo dell’amianto e sui metodi di smaltimento alternativi all’interramento dell’amianto con tutti gli strumenti di comunicazione possibili.

Abbiamo realizzato quattro convegni di studio: nel settembre 2008 a San Bassano, nel maggio 2009 a Soresina, nel settembre 2009 a San Daniele Po e nel novembre 2010 ancora a San Bassano.

Il 10 novembre 2009 abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Cremona per sollecitare un indagine giudiziaria sull’imminente pericolo per l’incolumità pubblica e per disastro ambientale.

Abbiamo prodotto un giornalino stampato in migliaia di copie e diffuso capillarmente sul territorio attraverso presidi, assemblee e volantinaggi.

Il 21 marzo 2009 abbiamo organizzato una manifestazione contro la discarica che è partita da Corte Madama, la frazione più vicina al sito dove vorrebbero realizzare la discarica, e percorrendo la statale Paullese è arrivata fino all’ex cava Retorto.

Il 17 settembre 2011 abbiamo invitato i comitati NO TAV della Valsusa a parlare della loro lotta

Abbiamo realizzato un blog http://cittadinicontroamianto.blogspot.com che è uno strumento essenziale per condividere notizie e fornire supporto. E’ diventato anche con il tempo un punto di riferimento per altre realtà italiane che stanno affrontando lo stesso tipo di problema. Si è creata in questo modo una rete tra i vari comitati contro le discariche di amianto affinché il problema dello smaltimento non corretto dell’amianto assuma una valenza nazionale e non sia visto solo come il problema locale di una comunità che ha la sindrome di Nimby (not in my back yard – non nel mio giardino).

Per costruire questa rete abbiamo partecipato in questi anni a numerosi convegni a Broni (PV), Verona, Treviglio (BG), Torino, Ortona (CH). Abbiamo partecipato anche al Convegno mondiale sull’amianto a Taormina.

Numerosi sono gli articoli apparsi su di noi sulla carta stampata locale e nazionale, oltre ad interviste alle radio e siti internet nonché servizi sulla RAI e sulle emittenti locali.

Abbiamo un profilo su Facebook che in poco tempo ha raggiunto i 5000 contatti ed una pagina pubblica.

La nostra lotta contro la discarica di Cappella Cantone è nella fase cruciale perché il pericolo della realizzazione di questa discarica si sta sempre più avvicinando, ma non molliamo mai.

La nostra ultima iniziativa è stata quella di raccogliere le firme dei cittadini per presentare una petizione al Parlamento Europeo chiedendo l’intervento della Commissione Europea affinché verifichi l’osservanza da parte della Regione Lombardia delle normative europee sui rifiuti.

Tra ottobre e novembre 2011 siamo andati nelle piazze di Cappella Cantone, San Bassano, Soresina, Castelleone e Romanengo e la risposta dei cittadini è stata straordinaria.

Il 20 dicembre prossimo saremo a Bruxelles a consegnare questa petizione direttamente al Presidente della Commissione Petizioni, on Erminia Mazzoni, e saremo anche ricevuti da alcuni Parlamentari membri della Commissione Ambiente.

E’ chiaro che per svolgere tutte le attività che vi abbiamo illustrato occorrono fondi. Per sostenerci economicamente abbiamo scritto un dossier su smaltimento e amianto (leggi la presentazione sul nostro blog http://cittadinicontroamianto.blogspot.com/2010/06/dossier-amianto-e-smaltimento.html).

Se volete aiutarci concretamente a continuare la nostra attività potete versare i vostri contributi sul c/c postale 57426959 intestato a Francesca Rodella, specificando nella causale di versamento “Sostegno a Cittadini contro l’amianto”. Un versamento minimo di 15 euro corrisponde all’adesione formale all’associazione e dà diritto all’invio della tessera e del dossier.

A breve ci sarà la possibilità sul blog di fare le vostre donazioni con Paypal

Aiutateci e sosteneteci

Cittadini contro l'amianto
 
27 novembre 2011

la raccolta firme a Romanengo il 20 novembre

Anche a Romanengo i cittadini si sono mostrati sensibili al problema della discarica di amianto, hanno firmato numerosi e li ringraziamo

venerdì 18 novembre 2011

il 20 dicembre a Bruxelles una nostra delegazione consegnerà di persona all'on. Erminia Mazzoni, presidente della commissione Petizioni, la petizione sulla discarica di amianto di Cappella Cantone. Nuovo importantissimo risultato per la lotta contro la discarica di amianto

E' con immensa soddisfazione che comunichiamo la notizia che l'on Erminia Mazzoni, presidente della Commissione Petizioni, riceverà una delegazione di Cittadini contro l'amianto il prossimo 20 dicembre a Bruxelles, alle ore 12.30, a margine della riunione della Commissione Petizioni, e in  quella occasione consegneremo 'brevi manu' la petizione sulla discarica di amianto di Cappella Cantone. Siamo riusciti a sensibilizzare il Parlamento Europeo al nostro problema grazie anche all'impegno e alla mobilitazione dei numerosissimi cittadini che hanno firmato la Petizione. Sicuramente l'aver comunicato all'on. Mazzoni che la nostra petizione é già supportata da oltre mille firmatari ha contribuito a far prestare attenzione al caso di Cappella Cantone e questo dimostra anche che solo quando i cittadini si muovono in prima persona arrivano i risultati più incredibili.

Ringraziamo, quindi, chi ha finora firmato la petizione ad Annicco, Cappella Cantone, San Bassano, Soresina e Castelleone ed invitiamo chi ancora non ha potuto firmare  e tutti i cittadini di Romanengo e dei comuni cremaschi limitrofi a partecipare numerosi alla prossima raccolta firme che si terrà domenica prossima 20 novembre a Romanengo dalle ore 9.30 alle 12 in piazza G. Matteotti (vicino al Municipio).

Romanengo é il simbolo doloroso per il nostro territorio della lotta all'amianto perché vi sorge l'ex INAR, fabbrica di tessuti in fibra di amianto, che ha provocato il contagio e/o la morte tra decine e decine di operaie, di familiari e di comuni cittadini.

Abbiamo sempre ben presente questa tragedia, che si é consumata e si consuma tuttora a pochi chilometri da dove vogliono realizzare la discarica;  ed é per evitare altre tragedie simili che ci stiamo impegnando al massimo perché lo smaltimento del rifiuto amianto avvenga nel pieno rispetto delle norme nazionali, regionali e comunitarie, senza compromissione della salute e dell'ambiente.

Cittadini contro l’amianto

Cremona, 17 novembre 2011

mercoledì 16 novembre 2011

anche a Castelleone la popolazione ha firmato numerosa la petizione al Parlamento Europeo. Il prossimo appuntamento sarà domenica 20 novembre a Romanengo

La raccolta delle firme per presentare la Petizione al Parlamento Europeo sulla discarica di amianto di Cappella Cantone sta avendo un ottimo riscontro. Ringraziamo tutte le persone che hanno firmato numerose anche a Castelleone domenica scorsa, e nei giorni precedenti ad Annicco, Cappella Cantone, San Basssano e Soresina. E' un segnale che la popolazione del territorio non si vuole arrendere, nonostante che la Regione Lombardia abbia già autorizzato la discarica. Le persone hanno firmato convinte perché consapevoli dei danni che questa discarica potrebbe causare alla salute e perché indignate di come si vuole ridurre un territorio di eccellenza agro-alimentare nella pattumiera di amianto della Lombardia.

Questa prima fase di mobilitazione dei cittadini si concluderà domenica prossima, 20 novembre, a Romanengo dove raccoglieremo le firme per la Petizione al Parlamento Europeo in piazza G. Matteotti (vicino al Municipio) dalle ore 9.30 alle 12 e invitiamo tutti i cittadini anche dei comuni limitrofi a partecipare numerosi. Metteremo come al solito a disposizione il nostro materiale informativo sull’amianto, lo smaltimento e la pericolosità della discarica di Cappella Cantone.

Romanengo é il simbolo doloroso per il nostro territorio della lotta all'amianto perché vi sorge l'ex INAR, fabbrica di tessuti in fibra di amianto, che ha provocato il contagio e/o la morte tra decine e decine di operaie, di familiari e di comuni cittadini.

Abbiamo sempre ben presente questa tragedia, che si é consumata e si consuma tuttora a pochi chilometri da dove vogliono realizzare la discarica; ed é per evitare altre tragedie simili che ci stiamo impegnando al massimo perché lo smaltimento del rifiuto amianto avvenga nel pieno rispetto delle norme nazionali, regionali e comunitarie, senza compromissione della salute e dell'ambiente.

Mentre scriviamo, in consiglio provinciale si discute l'ennesima mozione sulla discarica di amianto. Sollecitare la giunta Salini a ricorrere al TAR contro la discarica é una pia illusione ed arriva fuori tempo massimo.
Salini, la sua giunta provinciale e la Lega, per ben 3 anni, ad ogni passaggio burocratico hanno dato il loro parere favorevole alla discarica. Improvvisamente, l'estate scorsa, il presidente della provincia (attraverso un'intervista) cambia posizione e riconosce che effettivamente il sito indicato per la discarica presenta delle criticità, ma sono solo chiacchiere perché a queste parole non sono seguiti i fatti. Anzi, sono continuate le ambiguità nella giunta provinciale ed in particolar modo nella Lega con i suoi comportamenti opportunisti ed eclettici.
A livello di giunta regionale i leghisti appoggiano il progetto della discarica (vedere le dichiarazioni dell'assessore leghista Belotti), nella giunta provinciale hanno quasi sempre appoggiato le posizioni favorevoli di Salini, mentre nei comuni interessati la Lega si è espressa quasi in tutte le realtà contro la discarica per imbonire il suo elettorato. In sostanza è in atto un gioco delle parti e una sorta di ridicolo e falso scaricabarile fra alcuni politici e le varie istituzioni interessate.

Mariella Megna - Cittadini contro l'amianto della provincia di Cremona

vedi il servizio del TG3 regionale delle ore 19.30
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1ba96142-eb46-437b-87e6-c84e17104d44-tgr.html#p=1

la cronaca del disastro annunciato della discarica di amianto di Cappella Cantone continua. La Regione Lombardia promuove l’inertizzazione dell’amianto, ma approva megadiscariche nocive per la salute e per il territorio. La scelta del male minore, la discarica, in nome della tutela della salute non è accettabile.

Il consiglio regionale, che non può ignorare la nuova normativa comunitaria sui rifiuti che prevede lo smaltimento in discarica come ultima soluzione, inserisce l’inertizzazione dell’amianto negli indirizzi programmatici della nuova legge sui rifiuti, nel frattempo l’assessore alla partita per gli impianti di smaltimento dichiara: “fronteggiamo l’emergenza amianto con l’unica forma di smaltimento che possiamo approvare facilmente”. Questo dimostra che la giunta regionale abdica alla sua funzione di pianificazione e programmazione dello smaltimento dell’amianto ed è gravemente in ritardo nell’applicazione del Piano Regionale Amianto. Questo dimostra anche l’arroganza con cui la giunta Formigoni si rapporta con i cittadini: sono quasi quattro anni che chiediamo la moratoria di tutte le discariche di amianto in corso di approvazione e una pianificazione concertata con le popolazioni del territorio per individuare siti idonei senza lasciare l’iniziativa ai privati; sono quasi quattro anni che chiediamo la creazione di un comitato scientifico per accelerare le verifiche tecniche sugli impianti di inertizzazione in modo da abbattere tempi e costi di realizzazione. Le ricerche sulle tecniche sostitutive alla discarica per lo smaltimento dell’amianto sono state avviate fin dal 1995 dai nostri istituti di ricerca e nell’ultimo decennio la ricerca in Italia ha prodotto almeno una quindicina di brevetti per la trasformazione cristallochimica dell’amianto, più o meno industrializzabili. L’Italia é all’avanguardia nel settore dell’inertizzazione, ma è mancata la volontà politica, e manca tuttora, di avviare un processo serio per l’applicazione di questa tecnologia. La lobby dei cavatori può essere la causa? Ricordiamo anche che gli uffici tecnici della Regione hanno già preso visione di progetti di impianti di inertizzazione, e da molto tempo. L’alternativa all’interramento in discarica del rifiuto amianto non è quindi una soluzione per il futuro, ma un’opportunità per il presente. E’ per questo che vogliamo presentare una petizione al Parlamento Europeo affinché venga revocata l’autorizzazione della discarica di Cappella Cantone che provocherà gravi danni alla salute e uno scempio ambientale enorme. Domenica 13 novembre saremo in presidio per tutto il giorno dalle ore 9.30 a Castelleone, in piazza Borgo Isso accanto alla Torre. Invitiamo i cittadini a venire a trovarci al nostro gazebo dove troveranno i moduli per firmare la petizione oltre a tutte le informazioni sulla pericolosità della discarica di Cappella Cantone, sull’amianto e sui vari sistemi di smaltimento.

Mariella Megna – Cittadini contro l’amianto

Cremona, 11 novembre

mercoledì 9 novembre 2011

Presidio contro la discarica di amianto domenica 13 novembre 2011 a Castelleone (CR), in piazza Borgo Isso, accanto alla Torre, dalle ore 9.30

Presidio contro la discarica di amianto domenica 13 novembre 2011 a Castelleone (CR), in piazza Borgo Isso, accanto alla Torre, dalle ore 9.30. La mobilitazione continua contro la discarica di amianto di Cappella Cantone (CR). FERMIAMOLI!


Continua la raccolta delle firme per presentare la petizione al Parlamento Europeo contro la discarica di amianto di Cappella Cantone (CR). Domenica 13 novembre saremo in presidio tutto il giorno a Castelleone dalle ore 9.30 in piazza Borgo Isso accanto alla Torre.
Invitiamo la popolazione a venire a trovarci al nostro gazebo dove troverà oltre che i moduli per firmare la petizione vario materiale informativo sull'amianto, lo smaltimento e sulla pericolosità della discarica di Cappella Cantone.
Sarà possibile firmare la petizione fino alla fine del mese di novembre.

Cittadini contro l'amianto della provincia di Cremona