mercoledì 16 settembre 2009

CONVEGNO “Smaltimento amianto: discariche o inertizzazione?”Relazione introduttiva di Mariella Megna

CONVEGNO “Smaltimento amianto: discariche o inertizzazione?”
San Daniele Po – 13 settembre 2009 – Sala G. Tortini

Relazione introduttiva
Mariella Megna – Cittadini contro l’amianto

A nome del comitato ringrazio tutta la amministrazione comunale di San Daniele Po che si è prodigata con una generosità esemplare e rara per la buona riuscita di questa giornata. Grazie veramente di cuore.
Esattamente un anno fa iniziava la nostra lotta contro le megadiscariche in provincia di Cremona con un convegno a San Bassano. Sono seguiti i convegni a Castelleone e Soresina, le manifestazioni di Corte Madama e Cingia de’ Botti del 21 marzo 2009 e presidi e volantinaggi capillari in tutto il territorio e per ultimo l’occupazione simbolica del comune di Cappella Cantone del 10 settembre, con annessa richiesta di dimissioni del sindaco.
Noi siamo contrari alle megadiscariche di amianto perché sarebbero a loro volta dei siti da bonificare e siamo contrari alle megadiscariche di amianto a Cappella Cantone e Cingia de’ Botti perché vicine ai centri abitati, in presenza di falde acquifere affioranti, in mezzo a terreni coltivati a mais destinato alle vacche da latte e, in particolare quella di Cappella Cantone, vicino ad attività estrattive e vicino ad una ex discarica di rifiuti solidi urbani . La nostra opposizione è confortata dalla stessa normativa regionale, provinciale e comunitaria e da uno studio dell’Ospedale Monaldi di Napoli che mette in correlazione l’insorgenza di mesotelioma pleurico nella popolazione con la vicinanza alle discariche di amianto (per gli approfondimenti potete visionare il materiale esposto nell’apposito spazio informativo).
In questi mesi abbiamo raggiunto degli importanti risultati ritardando l’iter di approvazione delle discariche e questo ha provocato una veemente e scomposta reazione politica di chi vuole a tutti i costi realizzare profitto a scapito della salute di tutti .
All’indomani delle elezioni amministrative provinciali che hanno visto la vittoria di un delfino di Formigoni, appartenente a Comunione e Liberazione, la giunta regionale lombarda ha nominato il neo presidente Salini commissario ‘ad acta’ ai rifiuti con lo specifico compito di realizzare la discarica di amianto a Cappella Cantone, evitando qualsiasi confronto democratico.
Salini, rimasto sempre in silenzio sull’argomento discarica in campagna elettorale, parlando per la prima volta ai microfoni del TG Rai regionale dell’1 settembre, ha cercato di far passare come “ conquista” il fatto che la discarica, secondo lui, sarà di 300.000 mc anziché di 600.000 mc, ignorando o fingendo di ignorare che il progetto prevede in realtà una discarica di 260.000 mc. Inoltre Salini ha offerto le cosiddette compensazioni, che non sono altro che soldi o “benefit” vari erogati dalla Regione ai comuni limitrofi e alla Provincia, al fine di neutralizzare la loro contrarietà, ma soprattutto quella degli abitanti della zona. La promessa delle “compensazioni” costituisce di fatto una dichiarazione del “senso di colpa”: ciò significa che si è consapevoli che si sta realizzando qualcosa di estremamente pericoloso, prescindendo dalla tutela della salute pubblica e dai vincoli ambientali che vengono “superati” con disinvoltura, attraverso atti autoritari, decisionisti e senza alcun confronto pubblico, modificando leggi e normative precedentemente approvate.
Occorre qui ricordare che vi è un movimento ed una corrente di pensiero internazionali che si batte per annoverare i disastri ambientali fra i crimini contro l’umanità . La discarica di amianto di Cappella Cantone produrrà un disastro ambientale e quindi i responsabili rientreranno in quella categoria.
Per evitare tutte le possibili opposizioni sociali e istituzionali, il presidente della provincia ha promesso finanziamenti anche al sindaco di Cingia de’ Botti per ristrutturare la scuola, in modo da rompere il fronte anti-megadiscariche. Qui ha trovato nel sindaco Soldi e nei suoi assessori, un tempo solidali con la nostra battaglia, dei validi complici. Il sindaco e la sua giunta hanno da tempo svenduto il proprio impegno contro le megadiscariche per un piatto di lenticchie, che non hanno neppure la certezza di vederselo servito. Da notare che Salini esprime preoccupazione per la vicinanza ai centri abitati della discarica di amianto in progetto a Cingia de’ Botti e non si pronuncia su quella di Cappella Cantone, dove i centri abitati sono ancora più vicini alla discarica!
Per completare il quadro il sindaco di Cappella Cantone, Pierluigi Tadi, capofila dei sindaci del territorio contrari alla megadiscarica, ha voltato faccia subito dopo aver riottenuto la fiducia dei suoi elettori anche grazie alla sua attiva opposizione alla discarica. In un’intervista ad un quotidiano locale del 2 settembre comunica la sua intenzione di non continuare la lotta e di accettare le compensazioni offerte da Salini. Si è ‘scoperto’ poi pochi giorni fa che già il 6 agosto 2009 aveva stipulato una convenzione con i fratelli Testa, la ditta che ha presentato il progetto, per cogestire la futura discarica. Questa operazione scandalosa farà entrare nelle casse di un comune di poco più di 500 abitanti la cifra di 3milioni di euro.
Si svende, cioè, la salute in cambio di pochi denari destinati ad asfaltare qualche strada, o per gestire il così detto decoro urbano, o per restaurare qualche vecchia cascina o qualche casa del centro del paese, insomma si getta fumo negli occhi ai cittadini in buona fede. Perchè le “compensazioni” significano proprio questo e ci auguriamo che altri sindaci del circondario non seguano lo stesso esempio, perché, checché se ne dica, i giochi non sono ancora fatti e lo vedremo. I cittadini si mobiliteranno di nuovo e ci sono ampi margini per un ricorso legale sia amministrativo che penale.( Si compra un terreno pagandolo il doppio del suo valore solo se si ha la certezza che l’istituzione preposta ti garantisce la determinazione politica di farti fare la megadiscarica, anche se ciò contrasta con normative e leggi in vigore. Basta cambiarle e modificarle in corso d’opera. Questo hanno fatto i fratelli Testa e ciò spiega le continue pressioni che questi ultimi stanno facendo su tutte le istituzioni interessate perché si realizzi in fretta la megadiscarica. La convenzione del 6 agosto 2009 si inserisce in questo contesto e rappresenta un vero e proprio ultimatum ricattatorio).
Riusciremo nel nostro intento, però, solo se i lavoratori ed i cittadini del territorio, in misura sempre più ampia, diventeranno parte attiva nel contrastare questi pericolosi progetti.
Non basta che la popolazione della zona dimostri fiducia nell’operato del comitato o che deleghi ai sindaci e ai politici locali la battaglia.
I cittadini sono e devono essere gli attori principali di questa vicenda e proprio per questo non devono delegare più a nessuno la difesa della propria salute e del proprio territorio perché la tutela dei nostri interessi passa da noi stessi.

Stiamo facendo un’ analisi rigorosa della situazione, valutando la questione dal punto di vista tecnico-scientifico-giuridico e ciò che emerge è che il problema delle megadiscariche è frutto di una politica irresponsabile e fuori dalle regole che non vuole tenere conto che esistono tecnologie alternative all’interramento, che verranno ampiamente presentate nel corso del convegno, che potrebbero risolvere il problema dello smaltimento amianto definitivamente.

E questo non è purtroppo un problema solo cremonese e lombardo, come dimostrano l’ adesione e la partecipazione a questa giornata di protesta contro le megadiscariche da parte di comitati ed associazioni provenienti da tutta Italia. Spiace che alcune associazioni, sindacati e partiti, che abitualmente si sensibilizzano su altri problemi ambientali, in questa occasione hanno segnato un colpevole silenzio ed una evidente assenza. Anche in questi casi quali sono gli interessi in gioco?

La bonifica e lo smaltimento dell’amianto sono emergenza nazionale (i rifiuti di amianto sono secondi ai rifiuti urbani per volume e primi per quantità tra i rifiuti tossico-nocivi), ma non si investono ancora soldi sufficienti per arrivare a smaltire tutti i 2 miliardi e mezzo di metri quadri di coperture di eternit che si calcola esistano in Italia. E’ un problema altamente sottovalutato da tutte le istituzioni a tutti i livelli, e per ora costituisce solo l'ennesima fonte di arricchimento per pochi privati. E' il solito ritornello: profitto per pochi a scapito della salute di molti;
E’ necessario bloccare l'iniziativa dei privati modificando la normativa e prevedendo una pianificazione e programmazione territoriale senza imposizioni dall’alto e in modo che gli interessi privati non prevalgano su quelli pubblici;
La Regione Lombardia è in grave ritardo rispetto agli impegni prefissati nel Piano Regionale Amianto. Accenno solo al fatto che non ha nemmeno completato il censimento e la mappatura dei siti da bonificare e che non ha completato il finanziamento del Piano. Gravissimi ritardi e mancanze in una regione che ha il triste primato in Italia di morti per mesotelioma pleurico (300 casi su 1000), in una regione che vuole sprecare milioni di euro per l’EXPO 2015 ma che nella sola Milano su 1513 strutture pubbliche e private censite risultano bonificate solo 39.

Ricordiamo poi i dati dell’ASL di Cremona: Cremona é al terzo posto in Italia per tumori e al primo per tumori allo stomaco.

Per ultimo dichiariamo che se la Regione Lombardia dovesse insistere nei suoi progetti, ormai da tutti contrastati e contestati, noi proseguiremo con le mobilitazioni e faremo in modo di coinvolgere a livello nazionale i lavoratori che sono stati esposti all’amianto in questi anni e i cittadini, con l’obiettivo di creare le condizioni per occupare l’area destinata alla megadiscarica di Cappella Cantone, così come proporremo alla riunione dei comitati di questo pomeriggio.

d.ssa Mariella Megna
Cittadini contro l’amianto

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